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sabato 14 dicembre 2013
domenica 28 luglio 2013
I VINCITORI DI LOTTERIE GRATTA E VINCI E QUANT'ALTRO
Il 18 maggio scorso la lotteria della Florida è stata sbancata. Una vincita da quasi 600 milioni di dollari (450 milioni di euro, al cambio attuale), la più importante di tutta la storia.
Chissà cosa deve aver pensato il vincitore: smetto di lavorare, compro una casa degna del re sole (o dei divi di Hollywood, forse più attuale), sistemo la mia famiglia per sempre e vado a vivere al caldo 365 giorni all’anno.
Al vincitore non sappiamo ancora cosa succederà, ma è noto cosa è successo a chi lo ha preceduto.
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venerdì 19 luglio 2013
COME PORTARE A LETTO UNA
lunedì 8 luglio 2013
È solo questione di percezione
Signori e signore, buona sera.
Oggi condivido con voi questa mia riflessione personale, ma che sono sicuro anche altri di voi, tutti noi ci saremo trovati a fare.
Capita a volte di ricevere una brutta notizia, magari la perdita di una persona che conoscevate, e si rimane un po' così, basiti forse immobili, davanti a cosa poi, non si sa.
È come quella sensazione in cui pensi di poterci capire/fare qualcosa ed in realtà niente!
Ti rendi allora conto che forse gran parte delle tue incazzature quotidiane magari non sono niente in confronto! Tutto ciò x cui tu ritieni di aver ragione ad odiare il mondo, bhé non è più così ragionevole come incassatura: ma perché l'odio è ragionevole?
È tutta una questione di riflessi, recitava jack Burton nel film "grosso guaio a china town", io dico che è tutta una questione di percezione!
Perciò la pillola di saggezza di oggi è: quando vi prende un momento no, domandatevi cosa potete fare oggi che da morto non potresti fare?
Questa domanda ci cambia letteralmente il punto di vista e ci spinge all'azione liberandoci dalla depressione !
Inoltre sono arrivato alla mia personale conclusione che è anche un modo x rendere omaggio a chi ci ha già salutato da questo percorso terreno e x ringraziare di cuore la vita che ancora stiamo vivendo!
Buona vita a tutti
venerdì 14 giugno 2013
5 MIND SET SBAGLIATI NELLA SEDUZIONE
Sei curioso di sapere cosa può crearti veramente problemi nel tuo percorso di miglioramento seduttivo?
La risposta, come dice il titolo, sono le “mentalità sbagliate”: per mentalità intendo tutta un insieme di credenze, di modi di pensare e di vedere le cose.
Qualcuno di voi obietterà sicuramente dicendo che gli ostacoli più grossi sono la timidezza oppure il passato oppure l’impacciataggine, ecc. ecc.
Ti assicuro che non è così, e ti spiego il perché con degli esempi:
- Pensi la paura di approcciare sia il vero problema? Non è cos: il vero problema è come gestisci questa tua paura
- Pensi che la colpa di tutto sia il fatto che sei in sovrappeso di 30 chili? Farti venire l’ansia per quello non ti aiuterà per nulla
Te lo dico io: una SCUSA.
Certo, perché se il problema non dipende da te allora non puoi fare nulla per risolverlo. Ti sei risparmiato la fatica di prova a risolverlo, certo, ma il problema rimane!
È un meccanismo naturale del nostro cervello, ma se noi vogliamo migliorare e risolvere un problema dobbiamo spostare l’attenzione su di noi, su come noi stiamo (non) affrontando il problema.
Quindi le mentalità prescindono dai problemi, le mentalità aiutano a gestire i problemi stessi.
Nel mio percorso seduttivo ho dovuto far fronte a tanti problemi. Dato che durante il miglioramento seduttivo gli ostacoli che si incontrano sono simili per tutti, ho deciso di fare un elenco delle mentalità da evitare!
1. Mentalità del “devo”
È tipico: si comincia a studiare seduzione e si inizia a pensare che bisogna evadere dalla propria “zona di comfort”… e si cade nella mentalità del “devo”: “devo approcciare, devo fare questo, devo essere così, devo essere cosà“.Va bene uscire dalla zona di comfort ma tutto ciò va vissuto come una cosa stimolante, non come un peso sulle spalle! Ansieggiarsi non serve a nulla, ti fa vivere male e ti ostacola di più
Quindi:
- Va bene uscire dalla zona comfort e impegnarsi
- Non va bene stressarsi e sforzarsi troppo
2. Irrequietezza
Questo avviene soprattutto quando si vuole dimostrare qualcosa a se stessi o a qualcuno.Quando una persona si ossessiona a provarci con tutte le ragazze che gli capitano sotto tiro diventa irrequieto.
Oltre ad essere un modo di vivere la seduzione poco serenamente, è anche brutto a vedersi. Le ragazze notano subito quando un ragazzo che ci prova lo fa con serenità oppure quando lo fa da disperato. Se sei così smetti di agitarti e comincia ad essere più tranquillo
3. Eccessivo tecnicismo
Per questo mi riferisco a una mentalità (direi filosofia) molto diffusa nella seduzione: quella che ti insegna modi fare “preconfezionati”.Per come la vedo io è qualcosa da evitare come la peste, perché la seduzione deve essere qualcosa di spontaneo e di naturale, la seduzione è prima di tutto “imparare a rapportarsi con le donne” quindi tecniche da ripetere a pappagallo vanno bene nella misura in cui ti fanno sentire piu' sicuro di te,le fati tue e sei spontaneo .
Va bene iniziare a provare cose nuove, non va bene impazzire per seguire la tecnica che a poco a poco ti verrà comunque naturale.
Quando impari una tecnica dopo un po’ mettila da parte, vedrai che al momento giusto ti verrà in mente e molto probabilmente la applicherai senza neppure accorgertene
4. Prendere valore
In questo sito è già stato scritto molto sull’importanza del dare valore, quello che propongo io è di fare attenzione alle volte che, senza accorgercene, prendiamo valore alle persone. Capita spesso quando siamo timidi: se sei timido sei bloccato e una persona bloccata non dà valore.Ti faccio alcuni esempi:
- Una ragazza ti sorride e tu, imbarazzato, non ricambi: non hai dato valore
- Una persona ti parla e tu non l’ascolti perché troppo occupato a pensare come apparire: non hai dato valore, anzi ne hai preso
- Sei giù di morale e ti lamenti continuamente con gli amici: stai prendendo valore
5. Sindrome della ragazza speciale
Quando si studia la seduzione spesso lo si fa dopo una delusione in amore oppure per conquistare “una” ragazza in particolare.Il problema di fondo, in un approccio di questo tipo, è che l’obiettivo su cui ci si focalizza è “conquistare una ragazza qualunque o conquistare la ragazza speciale” ma un obiettivo così rende poco, perché una volta conquistata l’obiettivo è raggiunto e tutto si ferma.
Io invece intendo il percorso seduttivo come il motore di una macchina. Per farlo funzionare bisogna farlo girare continuamente, se il motore si ferma il veicolo non si muove più.
Come fare quindi per andare lontano senza fermarsi? Semplice, bisogna arricchire la propria vita di ragazze che ci piacciono.
Ti sto dicendo che devi provarci con tutte? No! Ti sto dicendo di relazionarti continuamente con belle ragazze.
Questa mentalità ti farà fare passi enormi e ti farà sentire ancora più soddisfatto della tua vita!
Un abbraccio
venerdì 7 giugno 2013
COME CHIEDERE DI USCIRE AD UNA DONNA
Come chiedere di uscire: 4 semplici cose da fare per chiedere un appuntamento ad una ragazza
Dopo che hai conosciuto una donna, creato attrazione e un po’ di rapport, è il momento di chiedere di uscire, di chiedere un appuntamento.Alcuni uomini se la fanno sotto per una cosa del genere, li capisco perché anch’io ero come loro, ma in realtà non è nulla di complicato, basta solo seguire alcuni semplici punti.
Eccoli qui…
Non pensarlo come un appuntamento
Utilizzo il termine “appuntamento” solo perché è di uso comune, ma sinceramente mi fa molto anni ’50 o film romantici.Attenzione perché non è banale: il modo di vedere una cosa influenza il “come ti fa sentire” quella cosa.
Cosa fare nella pratica?
Guarda un’uscita semplicemente come … un’uscita, qualcosa di tranquillissimo, ti assicuro che ti sentirai molto più sciolto e anche lei di conseguenza lo sarà.
Attrazione e rapport vanno fatti prima
Alcuni chiedono di uscire ad una donna prima che ci sia attrazione. Ma… perdonami… ti chiedo: perché una donna dovrebbe uscire con te se non prova attrazione nei tuoi confronti?Come dici? Vuoi fare un’uscita da amici?
Hmmm, fammi pensare… come posso spiegartelo nel modo più educato possibile? Vediamo… Ok: prendi la tua mano destra e portala all’incrocio delle tue gambe.
Senti qualcosa di piccolo (ok di grosso
Proprio così, il motivo per cui alcuni uomini vogliono fare “un’uscita da amici” è perché hanno paura di mostrarsi interessati, come se ci fosse qualcosa di male a conoscere meglio una donna e voler fare un po’ di sano su e giù! Pazzesco.
Ficcati questo in testa: le uscite “da amici” le fai con i tuoi amici o con le tue amiche (amiche vere, non ragazze che in realtà ti interessano).
Gli appuntamenti, le uscite efficaci sono quelle in cui prima hai già creato interesse, cioè attrazione. Non devi di certo farla innamorare
Non solo, devi aver creato anche del rapport, cioè quella conoscenza di base necessaria per la seduzione.
Nessuna pressione quando le chiedi di uscire
Lei non dovrebbe sentire pressioni di alcun tipo, cosa vuol dire?Prima di tutto può sentire pressioni se, mentre le chiedi l’appuntamento, capisce che sei troppo fissato con il risultato, se hai una mentalità di scarsità e lei è la tua unica salvezza.
Se comunichi questo lei sentirà una enorme pressione e molto probabilmente ti risponderà di no, che non vuole uscire con te, spesso inventandosi una scusa.
In secondo luogo può sentire pressione se scegli un appuntamento esagerato nel quale magari siete costretti a stare assieme per tanto tempo.
Quindi niente ristoranti o cose simili, meglio preferire:
- Un caffè assieme
- Bere qualcosa la sera
- Un aperitivo
- Fare due passi per mangiare (o una granita, ma quello puoi farlo solo in Sicilia dove la fanno da paura
, c’è qualche siciliano che me ne manda un po’ ? )
Dai sicurezza
Nel momento in cui chiedi di uscire, o nel momento in cui le chiedi il numero,dille già cosa hai intenzione di fare, dove la vuoi protare per l’appuntamento.Questo è veramente importantissimo per i seguenti motivi:
1. Lei saprà già cosa farete e questo le dà sicurezza
Magari ti conosce poco e quindi anche solo un’informazione così banale può essere utile.
2. Dai una giustificazione razionale al chiedere il suo numero
Se dici già cosa farete il numero di cellulare sembra solo un mezzo per fare qualcosa di sciolto assieme e così facendo non metti pressione nemmeno sulla richiesta del numero.
E ora: tutti a chiedere ad almeno 3 ragazze di uscire!
mercoledì 5 giugno 2013
QUANTO TEMPO?

Quanto tempo c’è?
Me lo chiedo spesso.
Per uno come me che predica l’efficienza, la chiarezza di intenti, la velocità questo è un quesito che ritorna a galla, per quanto tu tenti di affogarlo come si fa con l’alcol e con un brutto sentimento.
Quanto tempo c’è prima che sia troppo tardi?
Quanto tempo c’è, e per contrappunto, quanto veloce devo andare?
Si, perché la velocità è una di quei salatini che ti arrivano sempre quando sei assetato di tempo
E poi la velocità sarà buona o cattiva.
Amica o nemica?
Perché le olive del mio albero ci mettono sempre lo stesso tempo per nascere, crescere e maturare?
Rifletto e gusto questo pensiero come un si fa come con un cioccolatino.
Mi si scioglie in bocca e mi rimane il dubbio se in tanta scioglievolezza non rimanga un osso duro in fondo.
In natura tutto ha il suo tempo.
La sua velocità.
Sempre quella.
Puoi pregare e disperarti. Strapparti un braccio e bestemmiare. Blandire il destino e fare il ruffiano.
Sono sempre nove i mesi della gestazione.
Condannati a rispettare i tempi.
Sollevati dalla responsabilità di accorciarli.
E lo spermatozoo più veloce?
Il falco pellegrino?
La mosca quando scappa dallo schiaffo mortale?
Già. La velocità è un sottoprodotto.
Una necessità sociale.
Un prodotto della competizione.
Che ti rende più facile la vita, come al ghepardo o allo struzzo.
E che a volta presenta un conto.
Guardo dalla finestra della palestra.
Un luogo fintamente lenta ma magistralmente veloce.
Un tempio della finalizzazione degli sforzi umani.
Parcheggia una renault kangoo.
Un’auto che si può attrezzare per portare anche una sedia a rotelle.
Come questa.
Scende una signora che lascia tutto sul sedile.
Borsa, chiavi, giacca.
Deve scendere e aprire la portiera scorrevole opposta.
Deve aprire il portellone dietro.
Deve scaricare una pesante carrozzina a cui attacca delle pedane per appoggiare i piedi di chi dovrà usarla.
Deve prendere di peso la bambina ormai adulta che non si muove se non per fare vagare lo sguardo tra lo sperso e il divertito.
Uno sguardo che è un miliardo di chilometri dalle saune, dai pesi, dalle barrette dietetiche.
In un pianeta tutto suo.
Il pianeta delle carrozzine e delle mamme stanche.
Mamme ormai più piccole di quelle piccole bambine cresciute ed immobili.
Mamme lente.
Costrette ad essere lente.
Che vanno alla velocità del cuore.
Del loro.
Deve sistemare la bambina e legarla con delle cinghie perché non cada.
Deve mettere nella borsa dietro allo schienale tutto ciò che le servirà.
Una serie di oggetti che non distinguo e che ad oggi ho avuto l’immeritata fortuna di non dovere usare.
Deve richiudere l’auto dopo aver raccolto le sue cose.
E adesso spingere.
Spingere sopra i marciapiedi, tra le auto parcheggiate male e le crepe del cemento.
Una mamma lenta.
Costretta ad essere lenta.
Che va alla velocità del cuore di chi ha parcheggiato male e di chi non si prende cura di tenere a posto il marciapiede.
Sono passati 20 minuti.
20 minuti solo per scendere da un auto.
Provo per quella donna la stessa ammirazione che provo per il Dalai Lama.
Quella bambina ha avuto il suo pezzettino di fortuna in mezzo a tanta vita dura.
Non so come farei.
Prego Dio di tenermi una mano sul capo e una sulla spalla dovesse succedermi qualcosa del genere.
20 Minuti.
Non mi sono allenato.
Finisco qui.
Per oggi può andare a farsi fottere anche l’allenamento.
Andava in onda una lezione più importante sul canale che si vede dallo spogliatoio.
Mi è sembrato di capire qualcosa.
Si corre quando si può perché a volte non puoi più.
Si corre perché oggi si e domani forse.
Si corre perché non sappiamo né quando né come.
Si corre perché da allenati si può anche andare piano ma non viceversa.
Si corre per non dovere avere il rammarico di dire che non avevi almeno provato.
Si corre perché prima o poi dovrai rallentare, se non per te, per amore di qualcun altro.
Si corre perché quando il cuore chiama ci si deve fermare.
Quanto tempo c’è?
Troppo poco se stai alla finestra, troppo se spingi sul marciapiede.
lunedì 20 maggio 2013
PROBLEMI DI CORAGGIO? AUMENTALO COSI'!
Ciao,
vorresti essere più coraggioso/a? Ma che cosa
significa davvero "avere più coraggio"? Se
conosci la PNL forse starai pensando che il
coraggio è una nominalizzazione che deve
essere ritrasformata in verbo: "fare qualcosa
da te ritenuto coraggioso". Il che implica che
ci sia una certa dose di "timore" affinché si
possa considerare un'azione coraggiosa.
Nella PNL spesso si punta a trasformare una
certa sensazione A in una B con
un semplice togliere o aggiungere. È il classico
caso del cambiamento delle sottomodalità e
del collasso delle ancore per "aggiungere ad
esempio curiosità" (come risorsa uguale e
contraria) al timore, fino a quando non provi
una forte attrazione per qualcosa che prima
respingevi
Questo intervento validissimo non è per niente
facile da fare da soli, ed immagino che mentre
leggi queste parole tu sia da solo e non abbia
accanto un trainer di PNL;) oltretutto questo
modo di procedere è utile per eventi specifici
e serve altro lavoro per generalizzarlo ad altri
contesti...
...per questo ho scelto un tipo di esercizio a-
specifico per allenarti, attraverso un semplice
principio (vecchio come il cucco;)) quello di
addestrati a sopportare l'ambiguità della
realtà che ti circonda. A vivere diversamente
l'ignoto e ciò che ancora non conosci. Per
farlo NON devi prepararti in modo specifico
ma allenare un tuo mind set.
Questo mind set potentissimo può essere affinato
giorno per giorno attraverso la meditazione.
"Ahah ti aspettavi che ti dicessi di lanciarti con il
paracadute?" e invece ti chiedo di sederti
comodamente e di chiudere gli occhi:)
Immagina di essere sdraiato/a su un prato o dove
ti pare all'aperto, con gli amici. Ad un tratto
qualcuno inizia a vedere qualche forma strana
nelle nuvole, ti è mai capitato? Sicuramente e
altrettanto certamente ti sarai reso conto che
ognuno vede forme diverse. Secondo la
ognuno vede forme diverse. Secondo la
psicologia "ognuno proietta i propri pensieri
in quelle forme ambigue"...
...è proprio su questo che si basano i famosi
"test proiettivi" (come le macchie di Roshrarch).
Noi siamo costantemente intenti a dare un
significato agli stimoli ambigui e nel farlo ci
proiettiamo noi stessi, con le nostre attese e
le nostre convinzioni sul mondo, le nostre
mappe direbbe un piennellista...
...e sono proprio queste proiezioni a renderci
schiavi dell'indecisione e quindi del timore...
non si tratta di semplici convinzioni ma di ciò
che è alle spalle delle convinzioni, questo
meccanismo proiettivo di identificazione
con i nostri pensieri che possiamo "sabotare
in modo produttivo attraverso la mindfulness".
Anche l'aspetto cognitivo è importante ma
secondo la mia personale esperienza resta
zoppo senza una pratica di cambiamento
interiore costante. Soprattutto quando si
parla di un fenomeno così complesso come
il "coraggio" qualsiasi cosa significhi per te,
nel tuo mondo. E adesso come al solito bando
alle ciance ed iniziamo con la pratica...
...ecco alcuni consigli che possono aiutarti
a "diventare più coraggioso":
1) Medita: il primo consiglio è quello di trovare
una buona "pratica di meditazione".
Perché ti permette di gestire la cosa più limitante
per le persone "poco coraggiose"...le emozioni,
più avanti approfondiremo questo concetto.
2) Decisioni: inizia a renderti conto che ogni tua
giornata è costellata da tantissime decisioni,
piccole e a volte grandi. Allenati ad utilizzare
di più il verbo decidere, sia quando parli a te
stesso e sia quando parli con gli altri. Ed
agisci decidendo, partendo da quelle più
piccole in modo da essere "più preparato"
per quelle grandi.
3) Desensibilizza: In passato abbiamo svolto
moltissimi esercizi di densensibilizzazione, ovvero
sii distaccato dalla cosa che temi.
4) "Come Se": quando devi fare qualcosa che
richiede il tuo coraggio, fai finta di avere già quel
coraggio, comportati come se avessi già quel
coraggio. La ricerca in psicologia ha provato che
comportarsi "come se" può dare ottimi risultati
per migliorare il tuo atteggiamento mentale nei
confronti del "coraggio e di come affrontarlo".
Ricordo che quando
ero piccolo e non volevo andare a scuola fingevo
di essere ammalato e alcune volte, fingevo e
fingevo tanto che alla fine mi ammalavo sul serio.
Ti è mai capitato? Nel tempo ho scoperto essere
un'esperienza comune. Fortunatamente questo
principio funziona anche in positivo:)
I suggerimenti sono terminati ma prima di lasciarti
voglio mostrati una cosa che ho battezzato "il
paradosso della zona di comfort". Alcuni credono
che se la loro "bolla confortevole" riuscisse ad
espandersi a sufficienza non avranno più timore
di nulla. Ecco le cose non stanno proprio così,
in realtà ogni volta che ci troviamo di fronte al
"nuovo" rimettiamo in discussione i confini della
nostra Zona Di Conmfort.
Parlando di "Zona di Comfort" non si
può non citare Roberto Re...guarda il video
leggermente diverso ma in sostanza si dice
la stessa cosa.
4) "Come Se": quando devi fare qualcosa che
richiede il tuo coraggio, fai finta di avere già quel
coraggio, comportati come se avessi già quel
coraggio. La ricerca in psicologia ha provato che
comportarsi "come se" può dare ottimi risultati
per migliorare il tuo atteggiamento mentale nei
confronti del "coraggio e di come affrontarlo".
Ricordo che quando
ero piccolo e non volevo andare a scuola fingevo
di essere ammalato e alcune volte, fingevo e
fingevo tanto che alla fine mi ammalavo sul serio.
Ti è mai capitato? Nel tempo ho scoperto essere
un'esperienza comune. Fortunatamente questo
principio funziona anche in positivo:)
I suggerimenti sono terminati ma prima di lasciarti
voglio mostrati una cosa che ho battezzato "il
paradosso della zona di comfort". Alcuni credono
che se la loro "bolla confortevole" riuscisse ad
espandersi a sufficienza non avranno più timore
di nulla. Ecco le cose non stanno proprio così,
in realtà ogni volta che ci troviamo di fronte al
"nuovo" rimettiamo in discussione i confini della
nostra Zona Di Conmfort.
Parlando di "Zona di Comfort" non si
può non citare Roberto Re...guarda il video
leggermente diverso ma in sostanza si dice
la stessa cosa.
Anche qui tutte cose utili a rendere più elastica
la tua zona di comfort con Piccole
cose che puoi iniziare a mettere in pratica da
subito, tenendo a mente che il primo esercizio è
di grandissimo rilievo per me.
La cosa migliore da fare
è iniziare ad assumere quel mindset, che
abbiamo esplorato approfonditamente con tutti
gli esercizi di meditazione e di disidentificazione
ti permetta di gestire ogni situazione stressante
momento per momento...sfida dopo sfida...
giorno dopo giorno.
La meditazione ti permette di fare quel passaggio
oggi sempre più utile, facendoci entrare in uno
stato "non giudicante", puoi apprendere con un
po' di pratica a giudicare sempre meno te stesso
e in questo modo dare sempre meno peso anche
ai giudizi degli altri. Ed è facile intuire che la
maggior parte del coraggio va spesa nelle
relazioni sociali ;)
Meditazione e Zona di Comfort sono due concetti
che messi assieme creano un classico paradosso:
da un lato si chiede di "non fare nulla per avere
un cambiamento" mentre dall'altro si chiede di
agire per cambiare. Evita di preoccuparti tutta
la vita è un paradosso, anzi di solito le cose
che funzionano nella psicologia hanno spesso
qualcosa in comune con il paradosso ;)
"forse la paura è
fra gli elementi della nostra psicologia individuale
il più bistrattato, come se dovesse essere eliminata [...]
ma in realtà, se noi analizziamo il suo contrario il
coraggio, il coraggio non è altro che la paura vinta.
Si nasce con la paura, si diventa coraggiosi, in virtù
della nostra capacità, di utilizzare la paura e farci
andare oltre i nostri limiti" ...molto carino :)
Nardone ribadisce il suo concetto di "paura" come
di una "insegnante" e che il coraggio non è altro che
la "paura vinta".
Bene, siamo arrivati alla fine e ti ringrazio per
essere arrivato fino a qua:) se il post ti è
piaciuto, trova il coraggio di cliccare su mi
piace...
A presto
martedì 30 aprile 2013
Una SPA nella testa
Come ho già avuto modo di spiegare in altri articoli, l’ipnosi è fondamentalmente un profondo stato di rilassamento fisico e mentale, a cui consegue un’attenzione molto focalizzata sull’obiettivo suggerito dall’ipnotista. Riuscire a rilassarsi, quindi, è la base sia dell’ipnosi sia dell’autoipnosi (che approfondirò in un altro articolo).
Rilassare corpo e mente, inoltre, può essere utile in numerose circostanze, a prescindere dall’ipnosi. Rilassarsi può servire per favorire il sonno o per allentare la tensione nervosa, ma è anche un vero toccasana per l’ex fumatore che vuole smorzare serenamente gli eventuali sintomi di astinenza da nicotina. Purtroppo, nello stile di vita moderno, l’arte del rilassamento non viene molto coltivata. Si tende piuttosto ad appaltare il compito di rilassarci a periodi e/o luoghi prestabiliti: le vacanze-relax, il weekend alla SPA, eccetera. Se anche tu gestisci così il tuo rilassamento, sai per esperienza che spesso sortisce effetti parziali o deludenti. Il fatto è che non funzioniamo “ad accumulo”. Non possiamo sperare di “fare il pieno” di relax per cancellare lo stress dei mesi passati e di quelli che verranno. Il segreto è gestire lo stress quotidianamente; vivremo meglio tutti i singoli giorni, compresi quelli che dedicheremo esclusivamente al riposo. Se non prendiamo questa buona abitudine, arriveremo alla SPA stanchi morti e nervosi, per giunta carichi dell’ansia di “doverci rilassare per forza”.
Imparare a rilassarsi è un’arte che regala molte soddisfazioni. Sapersi rilassare vuol dire avere la SPA nella nostra testa, sempre a portata di mano. Tutti i metodi di rilassamento psicofisico si basano sul principio che rilassare il corpo equivale a rilassare la mente e viceversa. Il rilassamento si pratica con gli occhi chiusi e si può fare sia in posizione seduta sia sdraiata. Con un po’ di esercizio ci si riesce a rilassare anche in luoghi rumorosi come sale d’attesa, uffici o luoghi commerciali.
Il metodo del rilassamento corporeo progressivo
Questo metodo utilizza la mente per rilassare il corpo, rafforzando di conseguenza il rilassamento mentale. Se sei amante dei massaggi avrai sperimentato come un semplice rilassamento “meccanico” dei muscoli possa generare un piacevole effetto calmante sulla psiche; ci sono persone, tra le quali mi includo, che sono capacissime di addormentarsi sotto le mani di un bravo massaggiatore. Il rilassamento corporeo progressivo agisce allentando la tensione muscolare dei vari distretti corporei, in sequenza. Si può scegliere di iniziare la sequenza a partire dalla testa o dai piedi; è una questione di preferenza personale. Il rilassamento può essere guidato dal semplice pensiero di “rilassare” una determinata parte o fare ricorso a metafore. Ecco un esempio di metafore efficaci; puoi individuare quella che maggiormente soddisfa i tuoi gusti.
Immagina di essere un palloncino che si sta sgonfiando lentamente da un piccolo foro. Il palloncino ha la forma del tuo corpo; man mano che una parte si sgonfia, si rilassa sempre di più. Il ritmo dello sgonfiaggio segue quello del tuo respiro: ad ogni espirazione, la parte che stai rilassando si sgonfia un po’ di più.
Immagina di essere sulla rampa di ingresso di una bellissima piscina termale, colma di acqua tiepida. Il contatto con l’acqua rilassa dolcemente le parti del corpo che si immergono. Inizia con un piede, poi con l’altro e, piano piano, avanzando lungo la rampa, immergi tutto il corpo fino alla testa.
Immagina che il tuo corpo sia un grande vaso di cristallo, nel quale viene versato un liquido dolce e tiepido. Le parti del corpo si rilassano man mano che si riempiono di questo fluido.
Immagina di trovarti su un lettino da massaggio in una bellissima SPA. La persona che si occupa di te inizia a sciogliere e massaggiare con olio profumato le varie parti del corpo.
Puoi creare con l’immaginazione altre situazioni efficaci e tarate sui tuoi gusti. È importante che vi sia una sequenza prestabilita delle parti corporee, in modo da non dimenticare alcun distretto.
Una variante di questa tecnica prevede di contrarre con forza i muscoli prima di rilassarli, in modo da averne una piena percezione. In pratica, si tratta di “indurire” la parte per qualche secondo e poi di “lasciarla andare”. Se il rilassamento avviene in posizione sdraiata, si possono tendere gli arti verso l’alto per qualche istante e poi lasciarli cadere rilasciando la muscolatura.
Rilassare corpo e mente, inoltre, può essere utile in numerose circostanze, a prescindere dall’ipnosi. Rilassarsi può servire per favorire il sonno o per allentare la tensione nervosa, ma è anche un vero toccasana per l’ex fumatore che vuole smorzare serenamente gli eventuali sintomi di astinenza da nicotina. Purtroppo, nello stile di vita moderno, l’arte del rilassamento non viene molto coltivata. Si tende piuttosto ad appaltare il compito di rilassarci a periodi e/o luoghi prestabiliti: le vacanze-relax, il weekend alla SPA, eccetera. Se anche tu gestisci così il tuo rilassamento, sai per esperienza che spesso sortisce effetti parziali o deludenti. Il fatto è che non funzioniamo “ad accumulo”. Non possiamo sperare di “fare il pieno” di relax per cancellare lo stress dei mesi passati e di quelli che verranno. Il segreto è gestire lo stress quotidianamente; vivremo meglio tutti i singoli giorni, compresi quelli che dedicheremo esclusivamente al riposo. Se non prendiamo questa buona abitudine, arriveremo alla SPA stanchi morti e nervosi, per giunta carichi dell’ansia di “doverci rilassare per forza”.
Imparare a rilassarsi è un’arte che regala molte soddisfazioni. Sapersi rilassare vuol dire avere la SPA nella nostra testa, sempre a portata di mano. Tutti i metodi di rilassamento psicofisico si basano sul principio che rilassare il corpo equivale a rilassare la mente e viceversa. Il rilassamento si pratica con gli occhi chiusi e si può fare sia in posizione seduta sia sdraiata. Con un po’ di esercizio ci si riesce a rilassare anche in luoghi rumorosi come sale d’attesa, uffici o luoghi commerciali.
Il metodo del rilassamento corporeo progressivo
Questo metodo utilizza la mente per rilassare il corpo, rafforzando di conseguenza il rilassamento mentale. Se sei amante dei massaggi avrai sperimentato come un semplice rilassamento “meccanico” dei muscoli possa generare un piacevole effetto calmante sulla psiche; ci sono persone, tra le quali mi includo, che sono capacissime di addormentarsi sotto le mani di un bravo massaggiatore. Il rilassamento corporeo progressivo agisce allentando la tensione muscolare dei vari distretti corporei, in sequenza. Si può scegliere di iniziare la sequenza a partire dalla testa o dai piedi; è una questione di preferenza personale. Il rilassamento può essere guidato dal semplice pensiero di “rilassare” una determinata parte o fare ricorso a metafore. Ecco un esempio di metafore efficaci; puoi individuare quella che maggiormente soddisfa i tuoi gusti.
Immagina di essere un palloncino che si sta sgonfiando lentamente da un piccolo foro. Il palloncino ha la forma del tuo corpo; man mano che una parte si sgonfia, si rilassa sempre di più. Il ritmo dello sgonfiaggio segue quello del tuo respiro: ad ogni espirazione, la parte che stai rilassando si sgonfia un po’ di più.
Immagina di essere sulla rampa di ingresso di una bellissima piscina termale, colma di acqua tiepida. Il contatto con l’acqua rilassa dolcemente le parti del corpo che si immergono. Inizia con un piede, poi con l’altro e, piano piano, avanzando lungo la rampa, immergi tutto il corpo fino alla testa.
Immagina che il tuo corpo sia un grande vaso di cristallo, nel quale viene versato un liquido dolce e tiepido. Le parti del corpo si rilassano man mano che si riempiono di questo fluido.
Immagina di trovarti su un lettino da massaggio in una bellissima SPA. La persona che si occupa di te inizia a sciogliere e massaggiare con olio profumato le varie parti del corpo.
Puoi creare con l’immaginazione altre situazioni efficaci e tarate sui tuoi gusti. È importante che vi sia una sequenza prestabilita delle parti corporee, in modo da non dimenticare alcun distretto.
Una variante di questa tecnica prevede di contrarre con forza i muscoli prima di rilassarli, in modo da averne una piena percezione. In pratica, si tratta di “indurire” la parte per qualche secondo e poi di “lasciarla andare”. Se il rilassamento avviene in posizione sdraiata, si possono tendere gli arti verso l’alto per qualche istante e poi lasciarli cadere rilasciando la muscolatura.
giovedì 25 aprile 2013
GLI ARGOMENTI PER LA MANIPOLAZIONE MENTALE
Perché parlare delle psico-truffe? perché oggi
sono sempre più frequenti, anzi direi che oggi
sono la maggior parte degli inganni a cui si può
andare in contro. Con tutta l'informazione che
abbiamo a disposizione oggi è impossibile
vendere "la fontana di Trevi", ma di certo è
possibile far credere a milioni di italiani che
giocare al lotto sia un investimento.
Sono queste truffe quotidiane che mi interessano
e a cui credo che la maggior parte di noi non sia
preparata. Perché servono strumenti conoscitivi
precisi per farlo. Serve una forma mentis che la
scuola non ci da più, quel senso critico di cui
abbiamo parlato più volte. Lo stesso Rampin ha
scritto un bellissimo libretto su questo è lo ha
chiamato " al gusto di cioccolato"...
...si perché oggi compriamo delle merendine e
siamo convinti che sia del cacao dentro, ma poi
rileggendo bene la scritta a casa vediamo che
sono "al gusto di" e non contengono nessuna
traccia di quella sostanza. Lo so che a molti
può apparire come banale, ma non hai idea di
quante persone caschino in questi trucchi
linguistici.
Ma queste stesse debolezze possono essere usate
anche in modo peggiore, per aizzare popoli l'uno
contro l'altro o per manipolare le
nostre scelte
politiche. Insomma, siamo immersi in una guerra
di manipolazione mentale, anche se non amo le metafore belliche in
questo caso rendono moltissimo l'idea...quindi
come sempre bando alle ciance e vediamo
insieme queste "debolezze umane":
1) Mancanza di certezze: qualche tempo fa ti ho
parlato di come gli esseri umani non possano fare
a meno di dare un significato a tutto. E quando questo
manca c'è lo costruiscono attorno, affidandosi ai pochi
indizi presenti. Soffriamo quando siamo in una situazione
ambigua, per questo ci attacchiamo al primo significato
disponibile, anche se potrebbe essere contro producente.
Allo stesso
modo gran parte della sofferenza umana deriva da questo
tentativo di dare un significato alla realtà. Quando ti sentì
incerto, fai domande in modo da chiarire cosa sta accadendo
...è tieni sempre a mente i tuoi obiettivi di partenza. La
confusione e la mancanza di significato è alla base della
maggior parte delle tecniche di persuasione.
2) Tutto è semplice: la seconda debolezza è la tendenza a
credere che la realtà sia semplice e di un solo tipo. Esiste
solo un dio esistono solo due modi di comportarsi, bene e
male ecc. La suddivisione del mondo in sottoparti il famoso
dividi et impera. Tutti i cattivoni della storia hanno usato
questo trucchetto, puntando il dito contro qualcuno e
aizzando guerre centenarie. In questo concetto rientrano
tutte le panacee, la ricerca della medicina che cura tutti i
mali o della tecnica assoluta ecc.
sono sempre più frequenti, anzi direi che oggi
sono la maggior parte degli inganni a cui si può
andare in contro. Con tutta l'informazione che
abbiamo a disposizione oggi è impossibile
vendere "la fontana di Trevi", ma di certo è
possibile far credere a milioni di italiani che
giocare al lotto sia un investimento.
Sono queste truffe quotidiane che mi interessano
e a cui credo che la maggior parte di noi non sia
preparata. Perché servono strumenti conoscitivi
precisi per farlo. Serve una forma mentis che la
scuola non ci da più, quel senso critico di cui
abbiamo parlato più volte. Lo stesso Rampin ha
scritto un bellissimo libretto su questo è lo ha
chiamato " al gusto di cioccolato"...
...si perché oggi compriamo delle merendine e
siamo convinti che sia del cacao dentro, ma poi
rileggendo bene la scritta a casa vediamo che
sono "al gusto di" e non contengono nessuna
traccia di quella sostanza. Lo so che a molti
può apparire come banale, ma non hai idea di
quante persone caschino in questi trucchi
linguistici.
Ma queste stesse debolezze possono essere usate
anche in modo peggiore, per aizzare popoli l'uno
contro l'altro o per manipolare le
nostre scelte
politiche. Insomma, siamo immersi in una guerra
di manipolazione mentale, anche se non amo le metafore belliche in
questo caso rendono moltissimo l'idea...quindi
come sempre bando alle ciance e vediamo
insieme queste "debolezze umane":
1) Mancanza di certezze: qualche tempo fa ti ho
parlato di come gli esseri umani non possano fare
a meno di dare un significato a tutto. E quando questo
manca c'è lo costruiscono attorno, affidandosi ai pochi
indizi presenti. Soffriamo quando siamo in una situazione
ambigua, per questo ci attacchiamo al primo significato
disponibile, anche se potrebbe essere contro producente.
Allo stesso
modo gran parte della sofferenza umana deriva da questo
tentativo di dare un significato alla realtà. Quando ti sentì
incerto, fai domande in modo da chiarire cosa sta accadendo
...è tieni sempre a mente i tuoi obiettivi di partenza. La
confusione e la mancanza di significato è alla base della
maggior parte delle tecniche di persuasione.
2) Tutto è semplice: la seconda debolezza è la tendenza a
credere che la realtà sia semplice e di un solo tipo. Esiste
solo un dio esistono solo due modi di comportarsi, bene e
male ecc. La suddivisione del mondo in sottoparti il famoso
dividi et impera. Tutti i cattivoni della storia hanno usato
questo trucchetto, puntando il dito contro qualcuno e
aizzando guerre centenarie. In questo concetto rientrano
tutte le panacee, la ricerca della medicina che cura tutti i
mali o della tecnica assoluta ecc.
3) bisogno di controllo: credere di controllare se stessi e avere il controllo sugli altri è un errore che può avere anche
effetti gravi. Nonostante questo l'uomo tende naturalmente
al controllo del proprio ambiente e questo può essere un
punto debole ...come nelle pubblicità di alcuni corsi che
dicono cose del tipo....ottieni il pieno controllo di tuo
pensieri e delle tue emozioni...ovviamente assurdità che
però vendono...
...perché danno l'illusione di controllo, che è qualcosa che
i truffatori lasciano a te, quando sei tu a decidere tutto alza
le antenne, di solito quando ti propongono qualcosa nel
contratto siete in due. Questo bisogno di controllo ci frena
e ci fa prendere decisioni sbagliate, e questo i maghi della
truffa lo sanno;)
4) Ricerca di sensazioni piacevoli ed immediate: Questo
ci porta a fare un bel po' di cavolate, dall'assumere droghe
ed alcol al credere che una semplice visualizzazione dove
ci sentiamo bene ci permetta di uscire dal nostro mindsetting.
Lo sai come la penso su questo modello della PNL, il far
sentire bene le persone non basta per cambiarle, a volte si,
ma solo in rari casi. Sono moltissime le cose che ci danno
buone sensazioni ma che possono rovinarci la vita, come
il gioco d azzardo, il sesso compulsivo, e qualsiasi altro
eccesso di qualcosa che ci piace, ma che a lungo andare
può farci male...
... come stare tutto il giorno su Facebook o cose del genere.
Insomma come dice il proverbio "il troppo stroppia".
5) Beni materiali come fonte di guadagno certo: è
qualcosa di molto simile al secondo punto, dove si può
arrivare a credere che giocare un gratta e vinci al giorno
sia un buon investimento. Sappiamo tutti che con la
promessa di facili guadagni immediati le persone
hanno perso ingenti capitali. Come la vendita della
fontana di trevi. Forse questo
principio si potrebbe rinominare semplicemente
come "avidità umana".
6) Amore: tutti hanno il desiderio di sentirsi amati e di
amare a loro volta. Questo forse è una delle debolezze
più grandi e allo stesso tempo un punto di forza. Ma chi
ci truffa sa bene quanto sia importante questa variabile,
ancora meglio lo sanno quelli che fondano sette e club
del genere. Sfruttando anche il principio di appartenenza.
7) Essere protagonisti: essere al centro dell attenzione
è qualcosa che a moltissime persone piace. Una
caratteristica dell ego che da anni sai utilizzare, se hai
avuto qualche relazione nella tua vita e ti sei dovuto
ingegnare per ottenerla, di certo hai dovuto far sentire
importante l'altra persona e molto probabilmente l'altra
persone ti ha fatto sentire molto importante. Questo senso
di importanza è un po' una droga egoica. Oggi pur di
finire su un giornale, alcune persone commettono omicidi
efferati, ed altre cose stupide
8) Essere valutati positivamente: se possediamo delle
doti ci piace quando ce lo fanno notare. Anche quando
queste sono del tutto sconosciute, come il famoso inganno
di alcuni pranoterapeuti che, dopo ti dicono che possiedi
una energia particolare e che se non la scarichi starai male,
per cui devi fare un sacco di corsi per controllarla. Tutti i
sedicenti psichici conoscono questa tecnica di cold reading,
dove si adula il soggetto esaltando e dapprima le doti
intellettive e poi quelle intuitive, "vedo che lei possiede un
potere che non utilizza pienamente...non sfrutta appieno le
sue potenzialità"...e chi non lo fa? Mi viene da pensare:)?
Attenzione ai complimenti gratuiti, soprattutto se rivolti
ad alcune abilità sconosciute...come l'intuizione e la
creatività.
9) Il modello del mondo: se qualcuno ci conosce e attraverso
una serie di domande riesce a comprendere il tuo modello
del mondo, in pratica come la pensi, questo potrebbe
sfruttarlo a suo piacimento. Come il venditore che notando
i colori della tua squadra del cuore nella tua auto, ti dice
di essere anche lui tifoso. I truffatori sanno che il più grande
errore che possano commettere è quello di andar contro le
convinzioni altrui. Ci piace che ci dicano cose che noi stessi
già pensiamo, in modo da poter dire,mmmm guarda questo è
come me, e in quel momento possono manipolarti.
È una sorta di ricalco guida, prima ti ricalcano per fare in
modo che tu abbassi le difese e dopo ti guidano, in un
modo o nell'altro a fare qualcosa.Per cui, se qualcuno fa troppo l'amicone
e ti "suona strano", fermati un secondo, potrebbe essere
una truffa che si basa su questa "debolezza umana".
Se conosci la PNL, divertiti a farlo impazzire con
diversi cambi di voce, postura ed anche di
convinzione...
...tipo: "bhe anche io penso che quelli di sinistra non
capiscano una mazza"..."bhe guardi che forse ha capito
male, io sono di sinistra". Ecco con un giochino del
genere non solo puoi capire se sei davanti a qualcuno
che NON ti vuole dare contro, ma puoi intuire anche
che c'è un motivo per cui vuole evitare di andare
contro il tuo "modello del mondo".
Qui Rampin ha fatto un'analisi dettagliata di quelle
debolezze su cui più spesso si fa leva. E questi
aspetti a loro volta fanno leva sulle emozioni
negative: vergogna, paura, senso di colpa, ecc. Ma
non è detto che siano solo emozioni negative, come
molti pensano. Infatti adulando una persona si può
creare un bel clima di fiducia, amicizia ecc. ma
con lo scopo di "infinocchiarci".
Qualcuno ha mai usato queste leve su di te? fammi
sapere la tua esperienza e la tua opinione lasciando
un commento qui sotto.
A presto
Cosa abbiamo imparato?
Quante volte abbiamo ricevuto una vera e propria lezione di vita?
Ma soprattutto, in che modo ci è stata utile?
Ripensando agli anni passati, tutti ci siamo imbattuti in un’esperienza che ci ha cambiato, magari anche una semplice chiacchierata con un parente o un amico che ci ha trasmesso qualcosa di veramente importante, offrendoci così una grande possibilità di crescita.
Può essere stato un momento molto bello da vivere, come è anche possibile che la cosa non sia stata così piacevole al momento, un po’ come uno spintone fuori dalla nostra zona di comfort, un piccolo terremoto interno.
Ma in ogni caso, è la “lezione” che è rimasta con noi la cosa più importante.
Anche le esperienze che gli altri condividono con noi attraverso i loro racconti, hanno un potenziale grandissimo e spesso si trasformano in grandissimi insegnamenti. E da questo punto di vista, al giorno d’oggi internet può giocare un ruolo chiave: abbiamo infatti la possibilità di incontrare quotidianamente sulla rete, oltre alla solità “spazzatura”, anche tantissime storie di persone che possono essere esempi straordinari: personaggi come Alex Zanardi o Nick Vujicic.
Non li conosciamo direttamente, eppure possiamo leggere le loro storie o vederne la testimonianza su YouTube in qualsiasi momento e farne tesoro. E solitamente tendiamo a condividere in rete queste esperienze riconoscendone un immenso potere: quello di scuotere le nostre credenze, spingendoci a uscire dalla nostra zona di comfort e dando forti stimoli verso il cambiamento.
D’altra parte ogni opportunità di riflessione che ci stimoli a considerare i fatti da un altro punto di vista, cambiando la “nostra” prospettiva, dovrebbe essere sempre la benvenuta.
Le situazioni elencate sono tutte molto preziose, ma ce ne sono alcune che non hanno a che fare con gli insegnamenti che possiamo ricevere da altri, riguardano solo noi, la nostra vita e in particolare i nostri sbagli.
L’anno migliore di sempre – grazie a un processo di analisi dei nostri errori e dei nostri sbagli, che anziché tentare di cancellarli e allontanarli dalla nostra mente, tende a considerarli per quello che sono: una grandissima opportunità per capire dove e come abbiamo sbagliato.
Solo così è possibile “spremere” il succo da queste situazioni, rispondendo a una domanda senza prezzo: cosa ho imparato?
Tecnicamente, nella costruzione del nostro anno migliore di sempre, questa fase prende il nome di “definire lezioni utili”.
Essere in grado di valutare quanto accaduto nella nostra vita nell’anno precedente, è la chiave per affrontare i successivi 12 mesi da un altro punto di vista, proprio perché le nostre esperienze hanno sempre un grande potenziale da sfruttare a nostro favore.
Nei fatti, la nostra capacità di individuare e valutare le “lezioni utili” rappresenta il punto di svolta per definire le linee guida del nostro cambiamento: sarà grazie a quello che abbiamo imparato, che potremo costruire le linee guida per il nostro anno migliore di sempre. Ecco perché esperienze apparentemente negative (da dimenticare), possono diventare delle vere lezioni di vita, le nostre “lezioni utili”.
Per costruire l’anno migliore della nostra vita, dobbiamo acquisire confidenza proprio con quello che vorremmo dimenticare dell’ultimo anno, spesso perché frutto di un nostro sbaglio. Proviamo a spremere fuori il meglio da quella situazione per portarci a casa una preziosa lezione che altrimenti andrebbe sicuramente persa. Chiediamoci sempre “Cosa abbiamo imparato?”
Comunque sia andato il tuo ultimo anno, fai in modo che il prossimo possa essere il tuo anno migliore di sempre!
Ma soprattutto, in che modo ci è stata utile?
Ripensando agli anni passati, tutti ci siamo imbattuti in un’esperienza che ci ha cambiato, magari anche una semplice chiacchierata con un parente o un amico che ci ha trasmesso qualcosa di veramente importante, offrendoci così una grande possibilità di crescita.
Può essere stato un momento molto bello da vivere, come è anche possibile che la cosa non sia stata così piacevole al momento, un po’ come uno spintone fuori dalla nostra zona di comfort, un piccolo terremoto interno.
Ma in ogni caso, è la “lezione” che è rimasta con noi la cosa più importante.
Anche le esperienze che gli altri condividono con noi attraverso i loro racconti, hanno un potenziale grandissimo e spesso si trasformano in grandissimi insegnamenti. E da questo punto di vista, al giorno d’oggi internet può giocare un ruolo chiave: abbiamo infatti la possibilità di incontrare quotidianamente sulla rete, oltre alla solità “spazzatura”, anche tantissime storie di persone che possono essere esempi straordinari: personaggi come Alex Zanardi o Nick Vujicic.
Non li conosciamo direttamente, eppure possiamo leggere le loro storie o vederne la testimonianza su YouTube in qualsiasi momento e farne tesoro. E solitamente tendiamo a condividere in rete queste esperienze riconoscendone un immenso potere: quello di scuotere le nostre credenze, spingendoci a uscire dalla nostra zona di comfort e dando forti stimoli verso il cambiamento.
D’altra parte ogni opportunità di riflessione che ci stimoli a considerare i fatti da un altro punto di vista, cambiando la “nostra” prospettiva, dovrebbe essere sempre la benvenuta.
Le situazioni elencate sono tutte molto preziose, ma ce ne sono alcune che non hanno a che fare con gli insegnamenti che possiamo ricevere da altri, riguardano solo noi, la nostra vita e in particolare i nostri sbagli.
L’anno migliore di sempre – grazie a un processo di analisi dei nostri errori e dei nostri sbagli, che anziché tentare di cancellarli e allontanarli dalla nostra mente, tende a considerarli per quello che sono: una grandissima opportunità per capire dove e come abbiamo sbagliato.
Solo così è possibile “spremere” il succo da queste situazioni, rispondendo a una domanda senza prezzo: cosa ho imparato?
Tecnicamente, nella costruzione del nostro anno migliore di sempre, questa fase prende il nome di “definire lezioni utili”.
Essere in grado di valutare quanto accaduto nella nostra vita nell’anno precedente, è la chiave per affrontare i successivi 12 mesi da un altro punto di vista, proprio perché le nostre esperienze hanno sempre un grande potenziale da sfruttare a nostro favore.
Nei fatti, la nostra capacità di individuare e valutare le “lezioni utili” rappresenta il punto di svolta per definire le linee guida del nostro cambiamento: sarà grazie a quello che abbiamo imparato, che potremo costruire le linee guida per il nostro anno migliore di sempre. Ecco perché esperienze apparentemente negative (da dimenticare), possono diventare delle vere lezioni di vita, le nostre “lezioni utili”.
Per costruire l’anno migliore della nostra vita, dobbiamo acquisire confidenza proprio con quello che vorremmo dimenticare dell’ultimo anno, spesso perché frutto di un nostro sbaglio. Proviamo a spremere fuori il meglio da quella situazione per portarci a casa una preziosa lezione che altrimenti andrebbe sicuramente persa. Chiediamoci sempre “Cosa abbiamo imparato?”
Comunque sia andato il tuo ultimo anno, fai in modo che il prossimo possa essere il tuo anno migliore di sempre!
mercoledì 17 aprile 2013
BALBUZIE
L’origine della balbuzie ancora non è accertata in maniera univoca; sono stati ipotizzati fattori genetici, traumatici e cognitivi. Indipendentemente dalla causa, vi è una generale associazione tra emotività e balbuzie. La maggior parte dei balbuzienti balbetta poco o affatto se parla in solitudine, o parla ad animali o bambini. E’ sufficiente la presenza di altri essere umani per scatenare un’ “ansia da prestazione” che a sua volta innesca il disturbo. La balbuzie, molto spesso, viene vissuta dal soggetto con rabbia, frustrazione, imbarazzo o vergogna. A oggi, tutti i trattamenti non farmacologici si basano sull’apprendimento di tecniche di controllo dell’emotività e della fluenza del linguaggio. In pratica, è riconosciuto il fatto che le risorse per superare il problema si trovino nella mente del paziente e che l’unico scopo della terapia sia di attivarle.
L’ipnosi è una pratica clinica in grado di inviare istruzioni alla mente, agendo in uno stato di profonda concentrazione e rilassamento. Le istruzioni vengono memorizzate con estrema rapidità ed agiscono a livelli molto profondi. Ad esempio, un fumatore incallito può “imparare” a essere un non-fumatore nell’arco di una singola seduta. Allo stesso modo un claustrofobico può “imparare” facilmente a cancellare l’ansia scatenata dagli spazi ristretti. Per quanto riguarda la balbuzie, il metodo si basa esclusivamente sul controllo dell’ansia del paziente; il soggetto impara che può non balbettare quando si trova in uno stato d’animo rilassato e apprende a mantenere questo stato di tranquillità anche in presenza di altre persone.
Chi è idoneo a ricevere il trattamento di ipnositerapia?
In linea di massima tutti sono idonei. I soggetti migliori sono quelli fortemente motivati e con una buona immaginazione. Per questa sperimentazione non sono considerati idonei i pazienti con deficit cognitivi; in trattamento con psicofarmaci; in trattamento psicologico/psichiatrico; in trattamento con altri metodi anti-balbuzie; affetti da turbe psichiatriche conclamate.
Come funziona una seduta?
Tramite semplici esercizi di immaginazione viene valutata la sensibilità del paziente alle suggestioni impartite dal medico. La grande maggioranza della popolazione presenta una sensibilità sufficiente a consentire il trattamento. La seduta di ipnosi vera e propria inizia con l’induzione di un profondo e piacevole rilassamento. In questo stato si raggiunge una concentrazione focalizzata sul percorso suggerito dall’ipnotista; tale percorso immaginario (in cui vengono evocate situazioni specifiche) viene adattato sulle esigenze del singolo paziente. Al termine della seduta il paziente ricorda tutto quel che è avvenuto; i cambiamenti oggetto del trattamento affiorano immediatamente e senza sforzo apparente.
Quanto durano i risultati?
I risultati di solito sono duraturi, ma può essere molto utile qualche seduta di richiamo (anche a distanza, ad esempio via Skype). Normalmente i primi giorni dopo il trattamento sono entusiasmanti, ma è normale che qualche episodio di balbuzie possa presentarsi, instillando dubbi e malumore. Una vita di balbuzie genera il pregiudizio che il “nemico” sia invincibile, per cui basta molto poco a far vacillare il senso di vittoria generato dall’ipnosi. Lo scopo dei richiami è aiutare il consolidamento della fiducia nel risultato.
martedì 16 aprile 2013
Sbloccati: l'impulso ed il flusso di potenza
Come sbloccarsi davanti ad un possibile approccio: flusso di potenza ed impulso
Quante volte ti sei trovato a disagio di fronte a una bella ragazza che magari volevi conoscere?Quante volte ti sei sentito frenato proprio sul più bello? Sono pronto a scommettere che tutti almeno una volta non siano riusciti ad approcciare una ragazza per paura, magari di fare una brutta figura!
Scommetto anche che ,almeno una volta, tu abbia pensato: “E adesso, che faccio? Se poi comincio a parlarle dovrò fare così o dovrò fare cosà“”.
Ci ho azzeccato vero?!
Tranquillo che ci sono passato anche io: ogni volta che dovevo approcciare o iniziare un processo seduttivo mi proiettavo sempre su quello che dovevo fare e cominciavano le ansie, e così, come è facilmente prevedibile, non cominciavo neanche a sedurre la bella ragazza che mi piaceva!
Ma non preoccuparti che ho pensato di consigliarti un rimedio molto semplice, che sembra banale ma che invece è veramente veramente efficace!
La soluzione è: fai la prima cosa che ti viene in mente, che ti piace!
Per capire meglio quello che voglio dirti è necessario spiegare prima alcune cose.
Usa il flusso di potenza
Cos’è il flusso di potenza?Sembra una parola strana, ma in verità è un concetto molto semplice!
Durante la giornata viviamo in un costante flusso di pensieri e di emozioni che ci condiziona, e che condiziona notevolmente le nostre azioni.
Hai presente la classica brutta giornata?
Ci accade qualcosa di spiacevole, che ci mette di cattivo umore, poi magari subito dopo ne succede un’altra che ci peggiora ancora di più l’umore e di conseguenza i nostri pensieri diventano più negativi e le nostre azioni ne risentono.
Quindi c’è una successione di eventi negativi che condizionano il nostro umore, i nostri pensieri e di conseguenza le nostre azioni.
Vivremo così in un flusso negativo che ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi, nel lavoro o nel tentativo di approcciare una ragazza che abbiamo incontrato.
Il flusso di potenza è l’esatto opposto, cioè quando viviamo in un susseguirsi di emozioni positive, e senza neanche pensarci viviamo le cose con serenità e facendo cose che magari prima non pensavamo di poter fare!
Fai la prima cosa che ti viene in mente!
Quando ti trovi con una ragazza che ti piace, ma non sai cosa fare e pensandoci non risolvi niente, fai la prima cosa che ti viene in mente e che ti piace, segui l’istinto e l’impulso.Comincia quindi con piccole cose:
- In quel momento ti fa piacere sentire quella canzone sul cellulare? Fallo!
- Vuoi sorridere a quella ragazza? Fallo!
- Vuoi approcciare una persona facendo una piccola battuta? Fallo!
Non voglio che ti sforzi, deve essere solo una cosa che ti piace, che ti fa stare bene, che ti mette di buon umore.
Ti accorgerai a questo punto di entrare come in un flusso, che ti fa star bene e, mano a mano, ti farà uscire dalla tua zona di comfort senza neanche accorgertene!
È un’arma molto potente, e ti aiuterà tantissimo nel momento di approcciare una ragazza!
Niko
venerdì 22 marzo 2013
Mi rendo conto, e voi vi rendete conto ?
L’altro giorno ho avuto un flashback… quando rivivi un momento del passato, come se accadesse proprio ora.
Mi sono fermato a bere un caffè in un bar.
Mentre sorseggiavo il caffè, ho visto una ragazza entrare. In realtà non l’ho vista veramente: era soltanto un ricordo.
Diversi anni fa, infatti, in quello stesso bar avevo bevuto un aperitivo con una ragazza bellissima.
Ricordo distintamente le sensazioni che provavo mentre la aspettavo, l’ansia e l’eccitazione. Mi sembra nuovamente di vederla entrare, bella e sorridente, e di chiedere a me stesso “possibile che sia qui per me?”. Non ci credevo. Non pensavo di essere all’altezza di così tanta bellezza. Erano le mie insicurezze che insinuavano il dubbio…
Nonostante tutto, ero ancora pieno di insicurezze. Sono all’altezza? Ce la farò? Sono abbastanza bello, simpatico, intelligente, forte…? Quella ragazza era soltanto l’ennesimo dubbio. L’avevo conosciuta la settimana precedente, dopo una breve conversazione mi ero buttato, invitandola per un aperitivo.
mi sorprese. Senza nemmeno pensarci un attimo rispose di sì.
Ero sicuro che non si sarebbe presentata. E invece eccola lì, bellissima, e tirata da gara per me… Non potevo crederci!
Insomma, ne avevo già fatte parecchie di cose che avrebbero dovuto darmi sicurezza, ma ero ugualmente emozionato e insicuro. Come siamo strani, noi umani. Facciamo cose straordinarie tutti i giorni, eppure siamo sempre dubbiosi delle nostre capacità, del nostro valore.
Sono davvero convinto che siamo tutti straordinari ma, a volte, sono il primo a dimenticarmelo. Forse lo fai anche tu, non so.
Ricordo che tempo fa un imprenditore, uno che si è davvero fatto da solo, mi disse che nella sua vita la cosa più difficile era stata cambiare il proprio modo di pensare. Avendo un background in PNL aveva usato la parola “convinzioni”.
Io la penso come lui. Le abilità, le skills, si possono imparare, ma se non cambi il modo di vedere le cose il mondo sarà come prima. È la percezione della realtà che determina come viviamo e quanto siamo felici e soddisfatti.
Non sono i soldi, e nemmeno le belle ragazze che vengono a bere l’aperitivo con te, che fanno la differenza.
Mi sono persino superato, arrivando a sposare una donna straordinaria, altro che aperitivo!
Non ci sono riuscito grazie a un’intelligenza superiore (che non ho), o altre doti. Sono una persona normale, quindi straordinaria. Come te.
Grazie alle mie esperienze, alla PNL, al Coaching e alle Dinamiche a Spirale e al lavoro su me stesso, ho capito meglio come funziona la mia mente e sono riuscito ad andare oltre i miei dubbi. Soprattutto quelli infondati.
Ti dico la verità: i dubbi tornano.
Meglio così, almeno non ci montiamo troppo la testa.
Ma rendersi conto che sei molto più delle tue paure e dei tuoi dubbi, aiuta. Non hai idea di quel che puoi fare veramente. Lo ripetiamo spesso. Forse troppo spesso, e sembra una frase fatta.
Ma non è così.
Credimi, io e te ne siamo una prova vivente.
martedì 19 marzo 2013
L'INCONSCIO, QUEL MALEDETTO IGNOTO...
Ciao,
prendersi una pausa, fare un passeggiata in mezzo al
verde, fare un sonnellino, rilassarsi...sono tutte cose
che hanno un comun denominatore: migliorano la
nostra capacità di problem solving. In questi anni ti
ho mostrato numerose ricerche e scoperte su quello
che chiamiamo "inconscio" e su come, "lasciandogli
il tempo di funzionare" questo sia davvero in grado
di svolgere delle attività di pensiero al di fuori della
nostra consapevolezza.
Intuitivamente non ci vuole un genio a capire che dentro
di noi esiste qualcosa che regola la moltitudine di azioni
e reazioni fisiologiche. Mentre leggi queste parole il tuo
cervello sta regolando la respirazione, il tuo battito
cardiaco ed altre centomila cose di cui non sei cosciente.
Ma la vera scoperta, resa nota da Freud, e che questo
funzionamento inconscio vale anche per i pensieri e non
solo per il funzionamento anatomo fisiologico. cioè per
tutta quella parte che in anatomia prende il nome di
sistema nervoso autonomo.
Da quando la scienza ha iniziato a scoprire metodologie
nuove per "guardare dentro il cervello"
si è andati alla ricerca di questo meccanismo inconscio.
Merito delle neuroscienze è stato quello, nella gran parte
dei casi, di osservare il funzionamento cognitivo senza
rifarsi ad una teoria di riferimento. Certo, una volta che
si hanno dei dati ognuno può utilizzarli per "tirare acqua
al proprio mulino"...ad esempio gli psicoanalisti cercheranno
le loro conferme sul l'inconscio freudiano, e allo stesso
modo faranno gli altri.
In un recente ci si è serviti delle
osservazioni su questo fenomeno per indagarlo attraverso
la risonanza magnetica. Il metodo sperimentale era un
classico: ad alcuni soggetti veniva chiesto di risolvere dei
compiti complessi, ad un gruppo veniva chiesto di farlo nel
problema. Mentre ad un altro gruppo veniva chiesto di fare
una pausa che li distraesse prima di terminare il compito...e
poi c'era un gruppo di controllo a cui veniva chiesto di fare si
la pausa ma di continuare a pensare al problema da risolvere.
...come sai quando non porti a
termine un certo compito è come se lasciassi un programma
del computer aperto che continua a funzionare. Ed è proprio
questo che hanno scoperto i ricercatori, confermando le
numerose ipotesi a riguardo. L'esperimento come molti
altri ha dimostrato che fare una piccola pausa permette
alle idee di riorganizzarsie di risolvere un problema,
anche molto complesso, senza pensarci consciamente.
può aiutare la memoria e non solo.
A differenza di altri esperimenti, in questi, si è visto che
se durante la prima parte del problem solving la persona
attivava una certa area (presumibilmente quelle legata
alla risoluzione di quello specifico compito) durante la
pausa questa non cessava di funzionare...ma invece
continuava un lavoro di sottofondo. Quel lavoro che da
anni consideriamo il lavorio della mente inconscia. La
corrispondenza è stata questa...
...osservando questa attività che perdura anche nella pausa,
ma non solo anche se durante la pausa si fa fare altro (cosa
tipica di questo genere di studi) quella zona del cervello
continua a lavorare...ma potrebbe essere altro? Secondo i
ricercatori no, si tratta davvero della attività inconscia,
perché più quell'area iniziale restava attiva (durante la
distrazione) e più i soggetti riuscivano a risolvere il
problema a livello inconscio efficemente.
Questa osservazione indica che l'attività osservata è
molto provabilmetnte quella che, in modo silenzioso,
risolve il problema anche quando non ci pensiamo in
modo consapevole. Questa è stata chiamata dai
ricercatori "attivazione neuronale inconscia", i quali
hanno scoperto con meraviglia non solo la velocità
di esecuzione, ma anche la grande quantità di
cervello che rimane attivata anche durante la
distrazione...
...dati osservativo che che potrebbe spiegare il perché
si ritiene ormai da tempo che l'inconscio sia una parte
saggia ed intelligente, pur con tutti i suoi difetti di
construzione ;)) quindi "avere fiducia in questa parte"
come continuava a ripetere Milton Erickson è, per la
scienza, sempre meno una metafora. I ricercatori
concludono le loro osservazioni affermando che...
...se ci si trova bloccati durante la risoluzione di un
probelema è bene distrarsi e confidare nella capacità
della mente inconscia di risolvere i problemi. E
concludo queste ipotesi sulla mente inconscia ancora
con Erickson per sottolineare quanto egli sia riuscito
a precorrere una quantità enorme di osservazioni che
oggi sono state convalidate dalla scienza. E di certo
fra le più importanti c'è la fiducia in questa parte di
te, e la sua cosiddetta "ipnosi moderna" si basa
proprio sulla fiducia...
...la fiducia che questa parte sappia più cose di quante
tu pensi di saperne, e che un simile "problem solving"
avvenga costantemente...dobbiamo solo nutrirlo di
cose buone ed avere fiducia in lui, proprio come ci
dovremmo fidare del nostro partner;)
lunedì 18 marzo 2013
Come te la cavi a baciare una donna?

Onestamente, non ho mai dato un eccessivo peso al come baciare una ragazza, ma frequentandole sempre più ho iniziato a sentire i loro pareri a riguardo e…ti consiglio di leggere attentamente ;)
Le donne danno molto peso al come un uomo bacia. MOLTO PESO.
Pensa che se il tuo primo bacio non le piace, potrebbe essere un game over per te.
Ebbene si, se non la baci bene, rischi di finire lì la tua partita e non riuscire a portarla a letto con te.
Ok, adesso che ti ho spaventato a dovere ti dico delle cose rassicuranti
Baciare una ragazza è una cosa abbastanza naturale e probabilmente sei già abbastanza bravo nel farlo.
Nel caso in cui non te la cavi molto bene, puoi contare su di me: prima della fine di questo articolo saprai esattamente come baciare una ragazza in modo che lei non si riesca più a staccare dalle tue labbra.
E se te la cavi già abbastanza bene a baciare, dopo aver letto quello che ho da dirti raggiungerai il prossimo livello, garantito
Ti faccio un esempio: una donna con cui ho avuto una relazione di recente non riusciva a staccarsi da me quando iniziavamo a baciarci. Semplicemente baciandola lei si bagnava terribilmente, al punto che l’unico preliminare di cui avrei avuto bisogno per farci del gran sesso era il bacio.
Ti ho detto che da come baci una ragazza capisce come fai sesso?
Il tuo modo di baciare, fa capire ad una donna come fai sesso: se baci bene, sarai bravo anche sotto le coperte, in caso contrario…è meglio correre ai ripari!
Ah, ti do anche un motivo bonus: da come baci una donna di fronte alle altre, puoi farle impazzire tutte per te (e non parlo di un bacio normale che suscita un po’ d’interesse, ma parlo di un tipo di bacio che le fa desiderare ardentemente di stare con te). È un modo avanzato di sfruttare la preselezione…ma di questo te ne parlerò un’altra volta!
Ah, sappi che è un segno di un uomo che soffre di eiaculazione precoce, per cui non vuoi darle un’impressione del genere, vero?

La lingua non va usata come un trapano, ma va usata solo per interagire con la sua lingua e la sua bocca, non arrivarle in gola.
Ah, sappi che molte donne preferiscono portare la loro lingua nella tua bocca, per cui dalle la possibilità di fare questo se e quello che vuole.
Ecco, quella è una sensazione piuttosto fastidiosa, per cui prestaci attenzione. I casi in cui è più probabile che capiti di sbattere i denti sono quelli in cui ci sono delle difficoltà di movimento o si è in delle posizioni strane.
Per esempio, una volta mi è capitato di sbattere i miei denti contro i denti di una ragazza che avevo sollevato e tenevo sulle braccia: mi era venuta la brillante idea di baciarla da lì, ma dato il mio impedimento motorio ho ottenuto un risultato del cavolo.
Quando succede una cosa del genere, non dargli peso, magari spostati indietro, sorridi e torna a baciarla come se niente fosse successo.
Se una persona ti bacia con gli occhi aperti e te ne accorgi, ti mette abbastanza a disagio.
Ma il motivo principale per non baciare con gli occhi aperti è che non ti concentri pienamente sulle tue sensazioni e sui suoi segnali e quindi non puoi baciare al meglio.
Per cui, mi raccomando, occhi chiusi!
Più la ascolti e più sarà piacevole la vostra esperienza.
Questo consiglio da solo è più che sufficiente per renderti un baciatore eccezionale (e ovviamente funziona alla grande anche nel sesso).
Un uomo appassionato si vede anche da un bacio appassionato…e ovviamente il tutto fa pensare che sei anche un amante appassionato.
Devo dirti che la cosa fa impazzire le donne?
Guardala negli occhi, avvicinati MOLTO lentamente e intanto morditi le labbra o passati la lingua sulle labbra. Mi raccomando, la lentezza e cruciale. E questo è particolarmente divertente farlo mentre lei sta parlando.
Oppure avvicinati per baciarla, arriva a un soffio dalle sue labbra e torna un po’ indietro (o, e questo è ancora più cattivo, vai oltre sfiorando la sua guancia con la tua e arriva fino al collo…che ovviamente non bacerai). Ripeti fino a che non ce la fa più.
La stragrande maggioranza delle ragazze, dopo averle fatto una cosa del genere, mi prende e usa la forza per costringermi a baciarle, veramente divertente!
Ci sono migliaia di modi per stuzzicarla, sbizzarrisciti
Ricordati, è come un gioco.
Tocca il suo corpo, prendile dolcemente il viso, prendila per i capelli, toccala dietro l’orecchio, toccale il collo.
Puoi fare moltissime cose. Falle!
Varia il modo in cui la baci.
Usa la lingua e dalle un bacio alla francese.
Oppure baciala solo con le labbra.
O ancora, usa i denti e mordicchiale le labbra (ma stai attento! Non morderla! Se non ti senti proprio sicuro, evita di usare i denti).
Cerca di far si che il vostro corpo abbia più contatto fisico possibile, lo apprezzerà. E la cosa ti darà la possibilità di giocare anche molto sporco
In particolare cerca di strusciare il tuo bacino contro il suo, la farai diventare piuttosto selvaggia.
In particolare, la parte bassa e la parte centrale dell’orecchio le due parti più sensibili.
Puoi usare le labbra o leccarla.
In ogni caso, ricordati di non lavarla con la saliva.
Ogni tanto puoi smettere di baciarla, avvicinare la tua bocca al suo orecchio e aumentare la frequenza del tuo respiro per un breve periodo di tempo (respirando con la bocca però). La cosa funziona ancora meglio se mentre fai questo la stringi a te.
Il motivo è semplice: in genere il respiro aumenta la sua frequenza prima dell’orgasmo. Mimando quindi quel momento la porti ad eccitarsi molto.
Ovviamente la cosa non deve essere esagerata, ma solo un po’ accentuata.
Adesso Tocca a Te
Il bacio è un punto chiave per farti trovare irresistibile dalle donne, prova i consigli, gioca e sperimenta, la pratica rende perfetti.
Su una scala da 0 a 10 quanto ti definiresti bravo a baciare?
Quale credi che sia stato il consiglio più utile/interessante tra tutti questi?
Mi piacerebbe moltissimo sentire la tua esperienza, parliamone nei commenti
Onestamente, non ho mai dato un eccessivo peso al come baciare una ragazza, ma frequentandole sempre più ho iniziato a sentire i loro pareri a riguardo e…ti consiglio di leggere attentamente ;)
Le donne danno molto peso al come un uomo bacia. MOLTO PESO.
Pensa che se il tuo primo bacio non le piace, potrebbe essere un game over per te.
Ebbene si, se non la baci bene, rischi di finire lì la tua partita e non riuscire a portarla a letto con te.
Ok, adesso che ti ho spaventato a dovere ti dico delle cose rassicuranti
Baciare una ragazza è una cosa abbastanza naturale e probabilmente sei già abbastanza bravo nel farlo.
Nel caso in cui non te la cavi molto bene, puoi contare su di me: prima della fine di questo articolo saprai esattamente come baciare una ragazza in modo che lei non si riesca più a staccare dalle tue labbra.
E se te la cavi già abbastanza bene a baciare, dopo aver letto quello che ho da dirti raggiungerai il prossimo livello, garantito
Perché è Importante Baciare Bene?
Il bacio è fondamentale per una donna. Le donne danno molta più importanza di noi ai preliminari, e il bacio è un prelimanare molto importante.Ti faccio un esempio: una donna con cui ho avuto una relazione di recente non riusciva a staccarsi da me quando iniziavamo a baciarci. Semplicemente baciandola lei si bagnava terribilmente, al punto che l’unico preliminare di cui avrei avuto bisogno per farci del gran sesso era il bacio.
Ti ho detto che da come baci una ragazza capisce come fai sesso?
Il tuo modo di baciare, fa capire ad una donna come fai sesso: se baci bene, sarai bravo anche sotto le coperte, in caso contrario…è meglio correre ai ripari!
Ah, ti do anche un motivo bonus: da come baci una donna di fronte alle altre, puoi farle impazzire tutte per te (e non parlo di un bacio normale che suscita un po’ d’interesse, ma parlo di un tipo di bacio che le fa desiderare ardentemente di stare con te). È un modo avanzato di sfruttare la preselezione…ma di questo te ne parlerò un’altra volta!
Come NON Baciare una Ragazza
Partiamo prima di tutto dal come non baciare una ragazza. Queste cose la farebbero scappare subito, perciò meglio evitarle!1) NON Respirare Affannosamente
Questa cosa da veramente fastidio alle donne. Non sei un toro impazzito, respira normalmente.Ah, sappi che è un segno di un uomo che soffre di eiaculazione precoce, per cui non vuoi darle un’impressione del genere, vero?
2) NON Infilarle Mezzo Metro di Lingua
Non soffocarla con la tua lingua, tu la vuoi viva, giusto?La lingua non va usata come un trapano, ma va usata solo per interagire con la sua lingua e la sua bocca, non arrivarle in gola.
Ah, sappi che molte donne preferiscono portare la loro lingua nella tua bocca, per cui dalle la possibilità di fare questo se e quello che vuole.
3) NON Sbattere con i Denti
In genere i morsi non capitano, ma di sbattere con i denti può succedere.Ecco, quella è una sensazione piuttosto fastidiosa, per cui prestaci attenzione. I casi in cui è più probabile che capiti di sbattere i denti sono quelli in cui ci sono delle difficoltà di movimento o si è in delle posizioni strane.
Per esempio, una volta mi è capitato di sbattere i miei denti contro i denti di una ragazza che avevo sollevato e tenevo sulle braccia: mi era venuta la brillante idea di baciarla da lì, ma dato il mio impedimento motorio ho ottenuto un risultato del cavolo.
Quando succede una cosa del genere, non dargli peso, magari spostati indietro, sorridi e torna a baciarla come se niente fosse successo.
4. NON Tenere gli Occhi Aperti Mentre la Baci
Tenere gli occhi aperti mentre la baci è una cosa abbastanza inopportuna, non farlo. Immagina di stare baciando la tua ragazza e ad un certo punto apri un attimo gli occhi e te la trovi che ti stava fissando… beh sicuramente qualche pensiero strano su di lei ti sarà saltato in mente.Se una persona ti bacia con gli occhi aperti e te ne accorgi, ti mette abbastanza a disagio.
Ma il motivo principale per non baciare con gli occhi aperti è che non ti concentri pienamente sulle tue sensazioni e sui suoi segnali e quindi non puoi baciare al meglio.
Per cui, mi raccomando, occhi chiusi!
5. NON Lavarla
Baciare una ragazza non implica il farle la doccia, per cui non inondarla con la saliva. La tua saliva deve rimanere nella tua bocca, attento a non farla finire sul suo viso, ne sarebbe piuttosto scocciata.Come Baciare una Ragazza
Visto cosa non dobbiamo fare, vediamo cosa possiamo fare per darle il miglior bacio della sua vita.1. Concentrati sulle Tue Sensazioni
Il bacio è una forma di comunicazione e l’unico modo che hai per comunicare bene con la ragazza che stai baciando è quello di stare attento ai suoi segnali, cosa che fai concentrandoti sulle tue sensazioni.Più la ascolti e più sarà piacevole la vostra esperienza.
Questo consiglio da solo è più che sufficiente per renderti un baciatore eccezionale (e ovviamente funziona alla grande anche nel sesso).
2. Prenditi il Tuo Tempo
Non ci sono dei tempi e delle velocità giuste per un bacio. La cosa migliore che puoi fare e vivere il momento; se vuoi andare un po’ più veloce, vai più veloce, se vuoi rallentare, rallenta; se darle solo un rapido bacio fallo, se vuoi baciarla a lungo, fallo.3. Mettici Passione
Stai baciando una donna, è probabilmente una delle cose più belle nelle vita, hai un buon momento di esprimere tutta la tua passione.Un uomo appassionato si vede anche da un bacio appassionato…e ovviamente il tutto fa pensare che sei anche un amante appassionato.
Devo dirti che la cosa fa impazzire le donne?
4. Gioca e Stuzzicala
Tutti gli uomini sanno avvicinarsi a una donna e baciarla, pochissimi sanno stuzzicarla prima di baciarla.Guardala negli occhi, avvicinati MOLTO lentamente e intanto morditi le labbra o passati la lingua sulle labbra. Mi raccomando, la lentezza e cruciale. E questo è particolarmente divertente farlo mentre lei sta parlando.
Oppure avvicinati per baciarla, arriva a un soffio dalle sue labbra e torna un po’ indietro (o, e questo è ancora più cattivo, vai oltre sfiorando la sua guancia con la tua e arriva fino al collo…che ovviamente non bacerai). Ripeti fino a che non ce la fa più.
La stragrande maggioranza delle ragazze, dopo averle fatto una cosa del genere, mi prende e usa la forza per costringermi a baciarle, veramente divertente!
Ci sono migliaia di modi per stuzzicarla, sbizzarrisciti
Ricordati, è come un gioco.
5. Usa le Mani
Capiamoci: non nel senso che devi picchiarla!Tocca il suo corpo, prendile dolcemente il viso, prendila per i capelli, toccala dietro l’orecchio, toccale il collo.
Puoi fare moltissime cose. Falle!
6. Usa Labbra, Lingua e…Denti
Non baciarla sempre allo stesso modo: lei si romperebbe le scatole…e anche tu ti annoieresti.Varia il modo in cui la baci.
Usa la lingua e dalle un bacio alla francese.
Oppure baciala solo con le labbra.
O ancora, usa i denti e mordicchiale le labbra (ma stai attento! Non morderla! Se non ti senti proprio sicuro, evita di usare i denti).
7. Stringila a Te
Prendila dietro i fianchi o dietro la schiena o per il sedere e stringila a te, alle donne piace molto. In generale alle donne piace qualsiasi cosa che implica l’essere presa da un uomo.Cerca di far si che il vostro corpo abbia più contatto fisico possibile, lo apprezzerà. E la cosa ti darà la possibilità di giocare anche molto sporco
8. Strusciati
Quando i vostri corpi sono in contatto, puoi iniziare a strusciarti a lei e, se lo fai bene, la farai eccitare tantissimo.In particolare cerca di strusciare il tuo bacino contro il suo, la farai diventare piuttosto selvaggia.
9. Baciale Collo e Orecchie
Il collo e ancor di più le orecchie sono delle zone erogene super-sensibili. Se vuoi far perdere la testa ad una donna, baciala come si deve sul collo o sull’orecchio.In particolare, la parte bassa e la parte centrale dell’orecchio le due parti più sensibili.
Puoi usare le labbra o leccarla.
In ogni caso, ricordati di non lavarla con la saliva.
10. Modula il respiro
Prima ti ho detto di non respirare affannosamente, adesso ti do un consiglio più avanzato.Ogni tanto puoi smettere di baciarla, avvicinare la tua bocca al suo orecchio e aumentare la frequenza del tuo respiro per un breve periodo di tempo (respirando con la bocca però). La cosa funziona ancora meglio se mentre fai questo la stringi a te.
Il motivo è semplice: in genere il respiro aumenta la sua frequenza prima dell’orgasmo. Mimando quindi quel momento la porti ad eccitarsi molto.
Ovviamente la cosa non deve essere esagerata, ma solo un po’ accentuata.
Adesso Tocca a Te
Il bacio è un punto chiave per farti trovare irresistibile dalle donne, prova i consigli, gioca e sperimenta, la pratica rende perfetti.
Su una scala da 0 a 10 quanto ti definiresti bravo a baciare?
Quale credi che sia stato il consiglio più utile/interessante tra tutti questi?
Mi piacerebbe moltissimo sentire la tua esperienza, parliamone nei commenti
mercoledì 13 marzo 2013
E TU,SEI UN BUGIARDO?
Ciao,
"sei un bugiardo?"...qualcosa che oggi si sente raramente
si sente dire, soprattutto in faccia al diretto interessato.
Uno studio ha rilevato che nei primi 10 minuti in cui due
persone si presentano, si dicono mediamente 3 bugie.
Pazzesco! è un po' come dare ragione al Dr. House,
"tutti mentono". Forse c'è bisogno davvero di un
reparto alla lie to me.
è stato raccolto uno studio su 121 partecipanti
ai quali hanno detto che avrebbero conosciuto una
nuova persona attraverso una chat, per la durata di 10
minuti. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi, ognuno
con un obiettivo diverso nella conversazione:
1- Competenza: presentarsi in modo da far pensare di
essere una persona competente.
2- Simpatico: provare a presentarsi come persone
simpatiche...
3- Gruppo di controllo: nessun obiettivo specifico.
Tutti i partecipanti sono stati filmati segretamente. E
dopo, gli è stato chiesto, riguardando il filmato di indicare
quali erano state le loro bugie. E di considerare fra queste
anche i "falsi accordi" (cioè quando hanno finto di essere
d'accordo) e il nascondere le emozioni.
La prima osservazione interessante è che il 40% dei
soggetti ha affermato di non aver detto bugie. E' chiaro
che la situazione era abbastanza distesa e tranquilla.
Mancando anche il contatto vis-a-vis...mentre il 60%
di loro ha ammesso le bugie, che risultavano essere
mediamente 3 ogni 10 minuti...
Le bugie sono state divise in: bugie sottili, esagerazioni
e bugie nette. Queste poi sono state divise in bugie
auto-riferite o etero-riferite...gli uomini hanno detto
più bugie auto-riferite delle donne. In più uomini e
donne hanno detto lo stesso numero di bugie,
smentendo lo stereotipo che gli uomini siano più
bugiardi delle donne ;-)
Ma su cosa hanno mentito esattamente? i reami
semantici della menzogna sono stati divisi in 5 categorie:
sensazioni/emozioni, realizzazioni, pianificazioni,
spiegazioni e fatti. La categoria più utilizzata è stata
quella delle emozioni. Per le donne questo significava
apparire più competenti mentre per gli uomini
erano per apparire più simpatici...
La menzogna sulle emozioni è interessante perché non
è propriamente vista come "una bugia". Infatti di solito
quando si chiede ad una persona : "come stai" ci si
aspetta quasi sempre un "bene grazie"... Ma come
abbiamo visto ci sono delle differenze fra uomini e
donne importanti...ma non così marcate...in pratica
uomini e donne dicono la stessa quantità di menzogne
ma ognuno con un obiettivo differente.
Concludendo: nonostante si proclami l'essere "senza
macchia" (cioè sinceri) sia gli uomini che le donne
mentono sia per essere ritenuti più simpatici e sia
per essere ritenuti più competenti. Chiaramente si
parla di "piccole bugie"...ma forse il dr. House ha
ragione "tutti mentiamo" ;-)
Fammi sapere che cosa ne pensi! lasciami un commento
E se vuoi, segui il mio blog tutti i giorni iscrivendoti
a presto
"sei un bugiardo?"...qualcosa che oggi si sente raramente
si sente dire, soprattutto in faccia al diretto interessato.
Uno studio ha rilevato che nei primi 10 minuti in cui due
persone si presentano, si dicono mediamente 3 bugie.
Pazzesco! è un po' come dare ragione al Dr. House,
"tutti mentono". Forse c'è bisogno davvero di un
reparto alla lie to me.
è stato raccolto uno studio su 121 partecipanti
ai quali hanno detto che avrebbero conosciuto una
nuova persona attraverso una chat, per la durata di 10
minuti. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi, ognuno
con un obiettivo diverso nella conversazione:
1- Competenza: presentarsi in modo da far pensare di
essere una persona competente.
2- Simpatico: provare a presentarsi come persone
simpatiche...
3- Gruppo di controllo: nessun obiettivo specifico.
Tutti i partecipanti sono stati filmati segretamente. E
dopo, gli è stato chiesto, riguardando il filmato di indicare
quali erano state le loro bugie. E di considerare fra queste
anche i "falsi accordi" (cioè quando hanno finto di essere
d'accordo) e il nascondere le emozioni.
La prima osservazione interessante è che il 40% dei
soggetti ha affermato di non aver detto bugie. E' chiaro
che la situazione era abbastanza distesa e tranquilla.
Mancando anche il contatto vis-a-vis...mentre il 60%
di loro ha ammesso le bugie, che risultavano essere
mediamente 3 ogni 10 minuti...
Le bugie sono state divise in: bugie sottili, esagerazioni
e bugie nette. Queste poi sono state divise in bugie
auto-riferite o etero-riferite...gli uomini hanno detto
più bugie auto-riferite delle donne. In più uomini e
donne hanno detto lo stesso numero di bugie,
smentendo lo stereotipo che gli uomini siano più
bugiardi delle donne ;-)
Ma su cosa hanno mentito esattamente? i reami
semantici della menzogna sono stati divisi in 5 categorie:
sensazioni/emozioni, realizzazioni, pianificazioni,
spiegazioni e fatti. La categoria più utilizzata è stata
quella delle emozioni. Per le donne questo significava
apparire più competenti mentre per gli uomini
erano per apparire più simpatici...
La menzogna sulle emozioni è interessante perché non
è propriamente vista come "una bugia". Infatti di solito
quando si chiede ad una persona : "come stai" ci si
aspetta quasi sempre un "bene grazie"... Ma come
abbiamo visto ci sono delle differenze fra uomini e
donne importanti...ma non così marcate...in pratica
uomini e donne dicono la stessa quantità di menzogne
ma ognuno con un obiettivo differente.
Concludendo: nonostante si proclami l'essere "senza
macchia" (cioè sinceri) sia gli uomini che le donne
mentono sia per essere ritenuti più simpatici e sia
per essere ritenuti più competenti. Chiaramente si
parla di "piccole bugie"...ma forse il dr. House ha
ragione "tutti mentiamo" ;-)
Fammi sapere che cosa ne pensi! lasciami un commento
E se vuoi, segui il mio blog tutti i giorni iscrivendoti
a presto
sabato 9 marzo 2013
OSTINARSI CON UNA RAGAZZA CONVIENE?
Oggi parliamo di quando è bene ostinarsi nel provarci con una ragazza e quando invece non lo è.
A voi è mai successo di ostinarvi ad approcciare una donna anche quando non si mostrava interessata?
Sicuramente sarà successo a molti, e se da una parte può essere una buona cosa mostrarsi determinati a conquistarla senza perdere l’obiettivo, dall’altra può rivelarsi un’arma a doppio taglio!
Ma cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.
Quando seduci una donna molto spesso lei farà un po’ la difficile, si tratta di resistenza simbolica e di conseguenza è necessario mostrarsi un po’ determinati e di non fallire i test che lei ti pone.
Al contrario può capitare che una ragazza non sia del tutto convinta di lasciarsi andare o non provi nessun interesse, intestardendoti ancora di più per conquistarla.
In fondo è una cosa naturale perché se la ragazza ti piace tanto sai che ha un grande valore e quindi perderla sarebbe un peccato. Tenterai quindi di fare il possibile per non perderla.
Però è importante capire quando la cosa è frutto di determinazione oppure quando è frutto di una vera e propria ossessione.
Sì, perché ostinarsi può essere un bene nella seduzione, una caratteristica che può rivelarsi seducente, perché dimostra una grande forza volontà, una grande capacità di non farsi abbattere facilmente dagli ostacoli.
Allo stesso tempo però potrebbe rischiare di diventare qualcosa di ossessivo, che invece di mostrarti determinato ti fa sembrare disperato.
Come capire quando è meglio non continuare a provarci:
Lo scenario è questo: ti senti “preso” da una ragazza, magari lei ti ha mostrato dei segnali di interesse, ma purtroppo non è molto convinta e comincia a metterti in difficoltà.
Tu cominci ad intestardirti sempre di più cercando in tutti i modi di conquistarla.
Continui a contattarla anche se lei non risponde, continui a provarci anche se lei fa di tutto per fargli capire che non le interessi e tu, invece di lasciar perdere, continui sempre di più, mettendola sempre più a disagio.
È importante che tu capisca una cosa importante: quello che conta veramente non è se ti ostini o meno, ma è come lo fai. Se ti ostini perché sei veramente deciso oppure perché ti senti disperato.
Ma come capire quando è meglio lasciar perdere o continuare? Come capire quando si oltrepassa la linea sottile?
Di seguito ti spiego 4 modi per capirlo.
1. Mettiti nei suoi panni
Prima di continuare a provarci una ragazza ti consiglio vivamente di metterti nei suoi panni, e invertire i ruoli pensando a come reagiresti se qualcuno si comportasse così con te.
Questo perchè è probabile che tu non ti stia accorgendo se la stai soffocando o pressando alzando così le sue difese.
2. Non c’è ottenibilità
Se lei ha sempre respinto le tue avances fin da subito e non si è mai mostrata interessata questo può essere dato da mille ragioni, però il punto è che se non si è mai mostrata interessata ma anzi ha sempre cercato di creare distacco non c’è molto altro da fare.
È inutile quindi continuare a provarci con una ragazza quando di base non c’è interesse fin dall’inizio da parte sua.
3. Perdi energia maschile
Continuando a provarci e riprovarci con lei dopo un po’ non dimostri più di essere un ragazzo tenace che vuole conquistarla perché ti piace veramente, ma un ragazzo disperato che non sa più che cosa fare.
Internamente ti accorgi quando perdi energia maschile e senti che non agisci per determinazione ma per disperazione o paura, quindi cerca di sentire il momento in cui succede e fermati se ti accorgi di aver passato questo limite.
4. Diventi schiavo dei tuoi sentimenti
Quando stai male perché una ragazza non si concede cominci a diventare vittima dei tuoi stessi sentimenti, e più ci pensi e più ci stai male, diventa un circolo vizioso che non finisce.
È importante prendere coscienza del fatto che in questo caso stiamo dando a lei il potere di farci sentire male, e a meno che tu non sia un masochista a cui piace farsi trattare male dalle donne, smettila subito e ricomincia a comportarti da vero uomo.
7 segnali per capire se hai passato il limite
Ora vediamo nella pratica quali sono alcuni esempi di comportamenti sbagliati che fanno capire che non sei determinato ma che schiavo delle tue paure:
Ti senti inferiore a lei
Le fai i regali sperando di comprare la sua approvazione
Continui a messaggiare quando lei non ti risponde
Cerchi di assecondarla in tutto e ti fai mettere i piedi in testa
Continui ad arrabbiarti con lei e a tenerle il muso reagendo troppo ad ogni suo comportamento
Limiti la tua vita sentimentale e sociale per lei
Perdi energia maschile e vigore diventando più “molle”
In ogni caso ragazzi vi suggerisco di leggere la tecnica dell’allontanamento strategico presente nell’Ebook “Riconquistala subito“, perchè è molto interessante, insieme alla parte sulla gestione emotiva, che vi permetterà di non diventare schiavi dei vostri sentimenti rischiando così di rovinare tutto.
A voi è mai successo di ostinarvi ad approcciare una donna anche quando non si mostrava interessata?
Sicuramente sarà successo a molti, e se da una parte può essere una buona cosa mostrarsi determinati a conquistarla senza perdere l’obiettivo, dall’altra può rivelarsi un’arma a doppio taglio!
Ma cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.
Quando seduci una donna molto spesso lei farà un po’ la difficile, si tratta di resistenza simbolica e di conseguenza è necessario mostrarsi un po’ determinati e di non fallire i test che lei ti pone.
Al contrario può capitare che una ragazza non sia del tutto convinta di lasciarsi andare o non provi nessun interesse, intestardendoti ancora di più per conquistarla.
In fondo è una cosa naturale perché se la ragazza ti piace tanto sai che ha un grande valore e quindi perderla sarebbe un peccato. Tenterai quindi di fare il possibile per non perderla.
Però è importante capire quando la cosa è frutto di determinazione oppure quando è frutto di una vera e propria ossessione.
Sì, perché ostinarsi può essere un bene nella seduzione, una caratteristica che può rivelarsi seducente, perché dimostra una grande forza volontà, una grande capacità di non farsi abbattere facilmente dagli ostacoli.
Allo stesso tempo però potrebbe rischiare di diventare qualcosa di ossessivo, che invece di mostrarti determinato ti fa sembrare disperato.
Come capire quando è meglio non continuare a provarci:
Lo scenario è questo: ti senti “preso” da una ragazza, magari lei ti ha mostrato dei segnali di interesse, ma purtroppo non è molto convinta e comincia a metterti in difficoltà.
Tu cominci ad intestardirti sempre di più cercando in tutti i modi di conquistarla.
Continui a contattarla anche se lei non risponde, continui a provarci anche se lei fa di tutto per fargli capire che non le interessi e tu, invece di lasciar perdere, continui sempre di più, mettendola sempre più a disagio.
È importante che tu capisca una cosa importante: quello che conta veramente non è se ti ostini o meno, ma è come lo fai. Se ti ostini perché sei veramente deciso oppure perché ti senti disperato.
Ma come capire quando è meglio lasciar perdere o continuare? Come capire quando si oltrepassa la linea sottile?
Di seguito ti spiego 4 modi per capirlo.
1. Mettiti nei suoi panni
Prima di continuare a provarci una ragazza ti consiglio vivamente di metterti nei suoi panni, e invertire i ruoli pensando a come reagiresti se qualcuno si comportasse così con te.
Questo perchè è probabile che tu non ti stia accorgendo se la stai soffocando o pressando alzando così le sue difese.
2. Non c’è ottenibilità
Se lei ha sempre respinto le tue avances fin da subito e non si è mai mostrata interessata questo può essere dato da mille ragioni, però il punto è che se non si è mai mostrata interessata ma anzi ha sempre cercato di creare distacco non c’è molto altro da fare.
È inutile quindi continuare a provarci con una ragazza quando di base non c’è interesse fin dall’inizio da parte sua.
3. Perdi energia maschile
Continuando a provarci e riprovarci con lei dopo un po’ non dimostri più di essere un ragazzo tenace che vuole conquistarla perché ti piace veramente, ma un ragazzo disperato che non sa più che cosa fare.
Internamente ti accorgi quando perdi energia maschile e senti che non agisci per determinazione ma per disperazione o paura, quindi cerca di sentire il momento in cui succede e fermati se ti accorgi di aver passato questo limite.
4. Diventi schiavo dei tuoi sentimenti
Quando stai male perché una ragazza non si concede cominci a diventare vittima dei tuoi stessi sentimenti, e più ci pensi e più ci stai male, diventa un circolo vizioso che non finisce.
È importante prendere coscienza del fatto che in questo caso stiamo dando a lei il potere di farci sentire male, e a meno che tu non sia un masochista a cui piace farsi trattare male dalle donne, smettila subito e ricomincia a comportarti da vero uomo.
7 segnali per capire se hai passato il limite
Ora vediamo nella pratica quali sono alcuni esempi di comportamenti sbagliati che fanno capire che non sei determinato ma che schiavo delle tue paure:
Ti senti inferiore a lei
Le fai i regali sperando di comprare la sua approvazione
Continui a messaggiare quando lei non ti risponde
Cerchi di assecondarla in tutto e ti fai mettere i piedi in testa
Continui ad arrabbiarti con lei e a tenerle il muso reagendo troppo ad ogni suo comportamento
Limiti la tua vita sentimentale e sociale per lei
Perdi energia maschile e vigore diventando più “molle”
In ogni caso ragazzi vi suggerisco di leggere la tecnica dell’allontanamento strategico presente nell’Ebook “Riconquistala subito“, perchè è molto interessante, insieme alla parte sulla gestione emotiva, che vi permetterà di non diventare schiavi dei vostri sentimenti rischiando così di rovinare tutto.
giovedì 7 marzo 2013
La leggenda della rana, la conoscete?
Il desiderio di crescere, evolvere, migliorare, esplorare, è insito nella genetica umana e nella storia della sua evoluzione.
Siamo nati per scoprire.
Siamo nati per evolvere.
Siamo nati per conoscere.
NON siamo nati per soffocare in una vita di veleni fisici o psicologici.
Nonostante le enormi ingiustizie e disuguaglianze sociali e planetarie, osserviamo la tendenza costante di ogni creatura a cercare una propria progressione, o una propria autorealizzazione.
Figura 15 – Alcune variabili che intervengono sulla crescita personale
Come osserva Carl Rogers, sul lato della psicologia umanistica, ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e – dato un clima psicologico adeguato – questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra).
Oltre al clima psicologico favorevole alla crescita, è importante la possibilità di non essere soli nel percorso e avere compagni di viaggio (condizione 1). Una condizione ulteriore indispensabile (condizione 2) è sapere dove muoversi, verso dove andare, poter accedere ad un modello o teoria che guidi la crescita.
Con questa duplice attenzione, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.
Una persona, un’azienda, un atleta, una squadra, sono organismi in evoluzione che spesso anziché evolvere in-volvono, o implodono, si consumano.
Tutti desideriamo la crescita e il benessere ma a volte ci troviamo di fronte a risultati insufficienti (sul lavoro, o nei rapporti di amicizia, o nel nostro percorso di vita) e a stati d’animo correlati di malessere, sfiducia o calo di autostima.
Dunque, bisogna agire. Ma ancora più interessante – prima di affrontare il come agire – è capire quando nasce il bisogno. Alcune domande provocative:
· Quali sono i limiti inferiori, i segnali che ci informano del fatto che è ora di cambiare, che qualcosa non va, o che vogliamo essere migliori o anche solo diversi? Dobbiamo aspettare di raggiungerli o possiamo agire prima?
· Quando prendiamo consapevolezza del bisogno di crescere o evolvere?
· Da cosa siamo “scottati”, quali esperienze o fatti ci portano a voler evolvere? Quali sono i critical incidents che ci segnalano che è ora di una svolta? Dobbiamo attenderli o possiamo anticiparli?
I critical incidents possono essere eventi drammatici o invece di piccola portata, ma comunque significativi, come lo svegliarsi male e non capire perché. Può trattarsi di un accadimento che ci ha riguardato e non riusciamo ad interpretare, non riusciamo a capire cosa sia successo. Possono essere casi di vita come la perdita di un lavoro, o una trattativa andata male, una gara persa, un litigio, una relazione che non va, o anche solo la difficoltà a raggiungere i propri obiettivi quotidiani. Può anche trattarsi di una malattia fisica o sofferenza psicologica. In ogni caso, la vita ci presenta continuamente sfide che non riusciamo a vincere, e alcune di queste fanno male.
Spesso rimanere “scottati” (da un’esperienza o stimolo) è indispensabile per acuire lo stato di bisogno, ma – come dimostrano gli studi sulla fisiologia – l’organismo degli esseri viventi si abitua anche a stati di sofferenza cronica e finisce per considerarli quasi accettabili. Finisce per conviverci.
La metafora della rana nella pozzanghera, vera o falsa che sia, è comunque suggestiva: leggende metropolitane sostengono che una rana che si tuffi in una pozzanghera surriscaldata dal sole reagisca immediatamente e salti via. La rana scappa dall’ambiente inospitale senza bisogno di complicati ragionamenti. D’estate, una rana che sia nella stessa pozzanghera – la quale progressivamente si surriscalda al sole – non subisce lo shock termico istantaneo e può giungere sino alla morte, poiché – grado dopo grado – il peggioramento ambientale procede, in modo lento e costante, e non si innesca lo shock da reazione.
Non ci interessa la biologia delle rane, se la leggenda sia vera o falsa, e nemmeno se questo sia vero per tutte le rane. Interessa il problema dell’abitudine a vivere al di sotto di uno stato ottimale o della rinuncia a crescere, la rinuncia a credere che sia possibile una via di crescita o (nei casi peggiori) una via di fuga o alternativa ad un vivere oppressivo, intossicato, o semplicemente al di sotto dei propri potenziali.
L’abitudine all’ambiente negativo porta ad uno stato di contaminazione e alla mancanza di uno stimo di reazione adeguato. Si finisce per non sentire più il veleno che circola, l’aria viziata o velenosa.
Bene, in certe zone dello spazio-tempo, del vissuto personale, l’aria è ricca di ossigeno, ma in altre, larga parte dell’aria che respiriamo è viziata, e non ce ne rendiamo conto.
In certe aziende, famiglie o gruppi sociali (e persino nazioni), la persona, e la risorsa umana (in termini aziendalistici) assomiglia molto alla rana: può trattarsi di uno stagno visivamente splendido e accogliente, con entrate sontuose e atri luminosi, ma che – vissuto da dentro – diventa una perfida pozza venefica nella quale non si riesce più a “respirare”, e si finisce per soffocare.
Nella vita gli ambienti circostanti mutano ma non sempre con la velocità sufficiente ad innescare lo shock da reazione, e ci si sforza di adattarsi o sopportare. In altre realtà opposte, l’ambiente è invece favorevole e permette all’essere umano di realizzarsi.
Lo sforzo di adattamento produce un adeguamento inferiore, un blocco della tendenza attualizzante: la tendenza ad essere il massimo di ciò che si potrebbe essere, la tendenza a raggiungere i propri potenziali massimi di auto-espressione. Il nostro scopo è invece di perseguire la tendenza autoespressiva ai suoi massimi livelli: la tendenza di ogni essere umano ad essere il massimo di ciò che può essere.
Mai adattarsi al meno come stile di vita e di pensiero, cercare la luce, nutrirsi di conoscenza, vivere la vita a pieno, è il vero senso del Potenziale Umano
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Siamo nati per scoprire.
Siamo nati per evolvere.
Siamo nati per conoscere.
NON siamo nati per soffocare in una vita di veleni fisici o psicologici.
Nonostante le enormi ingiustizie e disuguaglianze sociali e planetarie, osserviamo la tendenza costante di ogni creatura a cercare una propria progressione, o una propria autorealizzazione.
Figura 15 – Alcune variabili che intervengono sulla crescita personale
Come osserva Carl Rogers, sul lato della psicologia umanistica, ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e – dato un clima psicologico adeguato – questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra).
Oltre al clima psicologico favorevole alla crescita, è importante la possibilità di non essere soli nel percorso e avere compagni di viaggio (condizione 1). Una condizione ulteriore indispensabile (condizione 2) è sapere dove muoversi, verso dove andare, poter accedere ad un modello o teoria che guidi la crescita.
Con questa duplice attenzione, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.
Una persona, un’azienda, un atleta, una squadra, sono organismi in evoluzione che spesso anziché evolvere in-volvono, o implodono, si consumano.
Tutti desideriamo la crescita e il benessere ma a volte ci troviamo di fronte a risultati insufficienti (sul lavoro, o nei rapporti di amicizia, o nel nostro percorso di vita) e a stati d’animo correlati di malessere, sfiducia o calo di autostima.
Dunque, bisogna agire. Ma ancora più interessante – prima di affrontare il come agire – è capire quando nasce il bisogno. Alcune domande provocative:
· Quali sono i limiti inferiori, i segnali che ci informano del fatto che è ora di cambiare, che qualcosa non va, o che vogliamo essere migliori o anche solo diversi? Dobbiamo aspettare di raggiungerli o possiamo agire prima?
· Quando prendiamo consapevolezza del bisogno di crescere o evolvere?
· Da cosa siamo “scottati”, quali esperienze o fatti ci portano a voler evolvere? Quali sono i critical incidents che ci segnalano che è ora di una svolta? Dobbiamo attenderli o possiamo anticiparli?
I critical incidents possono essere eventi drammatici o invece di piccola portata, ma comunque significativi, come lo svegliarsi male e non capire perché. Può trattarsi di un accadimento che ci ha riguardato e non riusciamo ad interpretare, non riusciamo a capire cosa sia successo. Possono essere casi di vita come la perdita di un lavoro, o una trattativa andata male, una gara persa, un litigio, una relazione che non va, o anche solo la difficoltà a raggiungere i propri obiettivi quotidiani. Può anche trattarsi di una malattia fisica o sofferenza psicologica. In ogni caso, la vita ci presenta continuamente sfide che non riusciamo a vincere, e alcune di queste fanno male.
Spesso rimanere “scottati” (da un’esperienza o stimolo) è indispensabile per acuire lo stato di bisogno, ma – come dimostrano gli studi sulla fisiologia – l’organismo degli esseri viventi si abitua anche a stati di sofferenza cronica e finisce per considerarli quasi accettabili. Finisce per conviverci.
La metafora della rana nella pozzanghera, vera o falsa che sia, è comunque suggestiva: leggende metropolitane sostengono che una rana che si tuffi in una pozzanghera surriscaldata dal sole reagisca immediatamente e salti via. La rana scappa dall’ambiente inospitale senza bisogno di complicati ragionamenti. D’estate, una rana che sia nella stessa pozzanghera – la quale progressivamente si surriscalda al sole – non subisce lo shock termico istantaneo e può giungere sino alla morte, poiché – grado dopo grado – il peggioramento ambientale procede, in modo lento e costante, e non si innesca lo shock da reazione.
Non ci interessa la biologia delle rane, se la leggenda sia vera o falsa, e nemmeno se questo sia vero per tutte le rane. Interessa il problema dell’abitudine a vivere al di sotto di uno stato ottimale o della rinuncia a crescere, la rinuncia a credere che sia possibile una via di crescita o (nei casi peggiori) una via di fuga o alternativa ad un vivere oppressivo, intossicato, o semplicemente al di sotto dei propri potenziali.
L’abitudine all’ambiente negativo porta ad uno stato di contaminazione e alla mancanza di uno stimo di reazione adeguato. Si finisce per non sentire più il veleno che circola, l’aria viziata o velenosa.
Bene, in certe zone dello spazio-tempo, del vissuto personale, l’aria è ricca di ossigeno, ma in altre, larga parte dell’aria che respiriamo è viziata, e non ce ne rendiamo conto.
In certe aziende, famiglie o gruppi sociali (e persino nazioni), la persona, e la risorsa umana (in termini aziendalistici) assomiglia molto alla rana: può trattarsi di uno stagno visivamente splendido e accogliente, con entrate sontuose e atri luminosi, ma che – vissuto da dentro – diventa una perfida pozza venefica nella quale non si riesce più a “respirare”, e si finisce per soffocare.
Nella vita gli ambienti circostanti mutano ma non sempre con la velocità sufficiente ad innescare lo shock da reazione, e ci si sforza di adattarsi o sopportare. In altre realtà opposte, l’ambiente è invece favorevole e permette all’essere umano di realizzarsi.
Lo sforzo di adattamento produce un adeguamento inferiore, un blocco della tendenza attualizzante: la tendenza ad essere il massimo di ciò che si potrebbe essere, la tendenza a raggiungere i propri potenziali massimi di auto-espressione. Il nostro scopo è invece di perseguire la tendenza autoespressiva ai suoi massimi livelli: la tendenza di ogni essere umano ad essere il massimo di ciò che può essere.
Mai adattarsi al meno come stile di vita e di pensiero, cercare la luce, nutrirsi di conoscenza, vivere la vita a pieno, è il vero senso del Potenziale Umano
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Realtà virtuale...mamma mia che schifess !!!
Che bello! Siamo tutti collegati, tutti on line, tutti in rete, siamo nella globalizzazione, e se non sei nei social, se non sei in internet, quasi sei fuori da mondo!!! o no?
Ma quale mondo appunto? perché a forza di stare nella rete, davanti ad un pc o un tablet, ci si scorda forse che forma abbia uno scoiattolo, o non si guarda piu' neanche che tempo fa fuori.
Già, e che dire poi di tutta quella brava gente, me compreso, eh eh eh, che ha un blog e scrive,scrive...
ma cosa scrivi che tanto poi??? vorresti scrivere la verità, ma non si puo', altrimenti non sai mai chi potrà leggerti, e poi? lo viene a sapere questo,quest'altro...
e allora che si fa? si scrive cercando di dire quello che vuoi dire ma, senza far nomi, senza specificare troppo, senza senza....cosi' che nessuno puo' puntarti il dito contro!!!
Ma che merda è?
Benvenuti nella realtà virtuale! Un po' come quando nei paesi del sud, nessuno si fa i cazzi suoi! Apri la finestra, e tutti sanno che ti sei svegliato, esci presto la mattina? e tutti lo sanno!
Internet è cosi', un po' pettegolo, un po' subdolo, chi di voi non ha mai anche involotariamente scatenato discussioni e litigi su Facebook?
Ops...dimenticavo, sono entrato troppo nello specifico, non dovevo menzionare i paesi del sud, ora mi si rivolteranno tutti contro!!!
Aiutooooooooooooooooo !!!!
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